Quiz natalizio + auguri!

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Ci sono un sacco di cose che si possono imparare da una disegnatrice.

Ecco il mini-quiz.
Pensate al Natale, all'albero di Natale, a Babbo Natale, a tutte queste cose qui.

Ora, avete 10 secondi per dire che animale è questo, senza guardare il nome del file della fotografia:




Avete risposto "renna"?
Sbagliato.

Quello qui sopra è un cervo.
Una renna è fatta così:



Alla fine abbiamo scoperto il mistero di Rudolph, la renna dal naso rosso, che è sempre disegnata con il nasino rosso, piccolo e tondo... Era un CERVO!

In ogni caso, vi lascio con questo pensiero come augurio di Natale:

Chi dice che non serve
essere buoni a Natale
forse ha solo bisogno di una scusa
per essere cattivo 365 giorni l'anno!



Buon Natale a tutti!

Bluejaye: the final artist is...


...Aurelio Mazzara! - http://tromaman.deviantart.com/

Side, completely unrelated note: yes, I'm ashamed on what's happening today in Italy. And I'm quite sick and tired of being ashamed for my country.

No more entries, please!


*** ENGLISH BELOW ***

[Questo post fa riferimento al precedente. E, in quanto tale, se non leggete l'inglese e non fate fumetto, non vi riguarda.

Anzi, se non sapete l'inglese, perché fate fumetto?

Spiego: Se sperate di poter fare fumetto sul mercato italiano nei prossimi 5-10 anni e non avete i mezzi base per rivolgervi all'estero, e la base è la lingua, beh, non avete chiara la situazione sul mercato locale. Ed è un eufemismo.

Preferisco passare per cattivo piuttosto che per ipocrita.]

After this brief introduction to my Italian readers, here's the real deal: don't send any more entries for Bluejaye.

We're looking at your stuff, some are good, some are so-so, some are VERY GOOD.
So, we'll announce soon who's the most fit for this project.

I said "fit" and not "the best" 'cause we need to evaluate a lot of factors. Art is part of it, maybe 50% of it, but there's also communication skills, being able to answer fast, and having a style that fits the project.

I want to be clear: Leonardo would be dropped.

Beautiful, but not what we're looking for.

Is that clear? Don't feel bad if we believe you're not fit for this.

Cerco disegnatore/trice: passate parola!


[To see the English version, just CLICK HERE, it's the same link as below!]

Cerco un disegnatore per 8 tavole, 30$ a tavola a lavoro consegnato, bianco e nero pronto per il colore, deve sapere l'inglese per leggere la sceneggiatura, stile americano/superoistico, lavoro pubblicato nel 2011.

Si inizia subito, scadenza circa 2 mesi (trattabili).

Il mio parere personale avrà un certo peso sulla decisione finale. e trovate tutti i dettagli qui:

http://korinduval.deviantart.com/journal/36231991/

Il contenuto di questo messaggio può essere riportato dove vi pare, purché sia copia-incollato integralmente.

- Mattia Bulgarelli

Intanto, nel mondo del cinema italiano...

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...si organizzano proteste.


http://www.badtaste.it/index.php?option=com_content&task=view&id=16298&Itemid=152


Interessante, nei suoi parallelismi tra un'arte che protesta perché non ha nulla ed un'arte che ha poco e protesta per non farselo togliere.

Intanto, nel mondo della musica...

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Se nel mondo del fumetto italiano ci si scanna per l'alzata di testa di cui abbiamo già parlato, che vorrebbe far pagare i disegni fatti alle fiere come avviene di prassi nel resto del mondo, al contrario nel mondo della musica, altra arte ma ben più ricca, ecco quanto chiede un artista per una sua foto con autografo in edizione limitata di 30 copie.


Tutto questo alla faccia delle Grandi Sorelle della discografia e dei loro avvocati, che piangono, tecno-prefiche, per i dolori che internet causerebbe loro (tutti da dimostrare: le vendite dei CD scendono, ma il merchandising e i concerti aumentano).

Tornando a noi: non è che, magari, farebbe bene anche al mondo del fumetto creare un po' di rispetto verso l'autore?

DiegozilLab: la mia tessera.

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Ho ricevuto la mia tessera d'iscrizione al DiegozilLab.

Se non ti ricordi cos'è, puoi rinfrescarti la memoria qui.

Eccola qua, e se ti sembra assurda, tranquillo, è Cajelli che ama le cose stravaganti.

Fronte.

Retro.

Mi chiedo solo:

- "4 Bonus Zilla" saranno tanti o pochi? A cosa servono, e con che criterio vengono assegnati?

- Perché Ozzy (dalla serie TV The Osbournes)? Ci saranno esercizi con pipistrelli crudi? Si prendono punti extra per chi riconosce le citazioni di cultura pop? Un po' ci spero. :P

- Con che criterio sono assegnate le fazioni? Tutte e 3 hanno nomi pescati da Star Trek, i dettagli li trovi sul blog di Cajelli... Che dovresti leggere, che cavolo!

Chi vivrà vedrà.

WAR - fumettisti in guerra


In guerra contro chi?

Contro l'idea che vede il disegnatore di fumetto come un lavoratore "di serie B" e che, quindi, tende a trasformarli in questo: una categoria che, come dicevo in altre sedi ed in tempi meno battaglieri:
- non ha un trattamento economico proporzionato al lavoro svolto,
- non ha un sindacato (sì, c'è il SILF, ma mi permetto di dubitare della sua forza contrattuale OGGI),
- non ha organi d'informazione (il fumettista che conosce i suoi diritti e che sa destreggiarsi con la burocrazia minima necessaria è un'eccezione!)
- non ha coesione interna: centinaia di nuovi disegnatori all'anno che escono dalle scuole a fronte di sempre meno lettori fa sentire il disegnatore in concorrenza contro i suoi colleghi. Risultato: diffidenza e poca comunicazione che peggiorano i punti precedenti in un circolo vizioso.

Nei prossimi giorni metterò su questo blog l'analisi che feci mesi fa per la mailing list Yattaaa: a quanto pare le mie esperienze e riflessioni si ritrovano identiche anche in molti altri luoghi.

Il che non vuol dire che sono figo io (o forse sì? ^_- ), ma vuol dire che la mia esperienza è, purtroppo, "tipica", è la cosiddetta "aria che si respira".

Ora, la soluzione numero uno per il fumettista italiano è "punta all'estero"; giusto oggi mi hanno segnalato questo desolante ed amaro articolo di Repubblica, segnale non stiamo parlando dell'unica categoria che cerca salvezza, moralmente ed economicamente, all'estero:
http://www.repubblica.it/economia/2010/10/22/news/cara_italia_ti_scrivo_it_un_paese_visto_da_lontano-8319065/. Andate a leggerlo.

Fatto?

La soluzione numero due è "cambia lavoro e i fumetti li fai per divertimento". Io sono stato molto ben consigliato e il fumettista per lavoro non l'ho mai voluto fare sul serio.
Fino all'anno scorso dicevo "la mia fidanzata fa la fumettista per l'Italia" ed avevo il sorriso amaro in faccia.
Oggi dico "la mia futura moglie fa l'illustratrice per l'estero" ed ho un sorriso soddisfatto e sincero in volto.

Ma veniamo al Manifesto (che ho un pochino reimpaginato per migliore leggibilità, ma il testo è fedele a come lo trovo sul nuovo blog di Giuseppe Di Bernardo):

CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE PER LA DIFESA DEL LAVORO DEI DISEGNATORI DI FUMETTO

Manifesto: La Scuola Internazionale di Comics intende promuovere una campagna di sensibilizzazione per la difesa del lavoro di tutti i disegnatori del fumetto.

Poiché siamo quotidianamente a contatto con tanti professionisti, abbiamo raccolto le loro riflessioni e ci facciamo portavoce del loro malcontento.

Come loro, anche noi crediamo che sia necessario cambiare una pessima abitudine che negli anni si è consolidata: il fumetto è un’arte, ma in Italia soffre di una svalutazione culturale, nonostante le capacità dei disegnatori italiani.
Anche questo può aver contribuito a far nascere una falsa idea del lavoro dei disegnatori del fumetto, diffondendo la convinzione che la loro opera abbia minore dignità rispetto a quella di altri artisti.

Sempre più spesso i disegnatori si sentono traditi nel loro entusiasmo di condividere il loro lavoro con i fan.
Ecco la principale fonte di malcontento tra i disegnatori: alle fiere regalano infaticabilmente la loro professionalità e la loro arte per poi vederla svenduta su internet: spesso vediamo disegni “svenduti” anche per 5 euro, in questo modo anche il talento del disegnatore è svalutato.

Tutto il loro lavoro, la loro esperienza, la loro fatica vengono svenduti per niente.


Questa situazione marcia parallelamente a quella in cui un disegnatore si trova a dover rispondere a quesiti umilianti del tipo: “Tu chi sei? Che fumetti hai fatto? Ah! Allora mi fai un disegno?” per poi magari vedere il foglio accartocciato da qualche parte perché in fondo averlo non era poi così importante.

La Scuola Internazionale di Comics vuole sostenere e accompagnare i disegnatori in una rivoluzione di questo sistema che sminuisce la loro professionalità, per cercare di dare il giusto peso alla loro arte.

Per questo chiediamo a tutti quelli che condividono questo pensiero e che intendono attivamente spalleggiarci in questa battaglia educativa, di sottoscrivere questo documento per far sentire la loro voce e di rifiutarsi, nelle manifestazioni a venire, di prestare la loro opera gratuitamente.

Da ora in poi chi vorrà un disegno potrà averlo dietro compenso o dopo aver acquistato le pubblicazioni dei disegnatori.
La Scuola Internazionale di Comics da parte sua, si impegnerà a far circolare questo documento e inviarlo poi ai media, agli organizzatori delle fiere e alle case editrici, ai suoi studenti e a tutti quelli che seguono le attività della scuola perché chi lo condivide possa sottoscriverlo.

Per dare l’avvio a questa nuova tendenza, noi della Scuola Internazionale di Comics, in occasione di Lucca Comics chiederemo ai nostri insegnanti di esporre il loro tariffario quando disegneranno per i fan presso il nostro stand. E chiederemo loro di applicare senza timore le tariffe che hanno stabilito.

La campagna vede il contributo dell’avvocato Eleonora Trigari, che si esprime a favore del manifesto. Eleonora è un avvocato milanese esperta in diritto d’autore che presta la sua opera ad artisti su tutto il territorio nazionale.
Qui di seguito potete leggere il suo contributo:

"Molto correttamente la Scuola Internazionale di Comics utilizza l’espressione “svalutazione culturale”. In Italia all’arte sequenziale non viene infatti riconosciuto un adeguato valore artistico, come invece avviene in altri Paesi. Ciò nonostante lo studio, la passione e la dedizione che stanno dietro alle opere a fumetto.

Si consideri che in Italia il fumetto non gode nemmeno di una tutela legislativa specifica. Esiste una proposta di riforma volta ad introdurre una disciplina ad hoc per le opere a fumetto, ma si tratta di un progetto tuttora arenato (disegno di legge n. 3298 del Senato della Repubblica, XIV legislatura, “Protezione del diritto d’autore delle opere a fumetti“ - comunicato alla Presidenza l’11 febbraio 2005-).

Sarebbe invece di grande importanza una riforma, tra l’altro, per il valore in sé dell’espresso riconoscimento, anche a livello legislativo, del fumetto come forma d’arte.
Infatti, le conseguenze della svalutazione culturale dell’arte sequenziale sono molteplici. Innanzitutto, ciò incide, in negativo, sulle condizioni lavorative dei disegnatori.

Basti pensare agli innumerevoli contratti a progetto che malcelano rapporti di lavoro subordinato e che i disegnatori, soprattutto i giovani artisti, si trovano “costretti” a sottoscrivere pur di poter lavorare. Oppure al mancato riconoscimento della proprietà degli originali delle tavole da parte delle case editrici.
Gli stessi disegnatori sono direttamente vittime della svalutazione culturale dell’arte sequenziale, in quanto molto spesso non sono consapevoli dei diritti loro spettanti e non sono quindi in grado di tutelarli.

Ne è un esempio palpabile il fatto che molti pensano che una volta firmato il contratto di edizione tutti i diritti di autore si trasferiscano automaticamente alla casa editrice, mentre non è necessariamente così.
Occorre quindi che i disegnatori per primi rivendichino a gran voce la dignità artistica delle loro opere e il valore del loro lavoro e che si impegnino attivamente per la tutela dei loro diritti, dei quali anzitutto devono prendere coscienza.

Tutti coloro i quali hanno a cuore la cultura e l’arte dovrebbero appoggiarli, perché tutto ciò che non favorisce la diffusione dell’arte e della cultura è di per sé negativo dal punto di vista sociale."

- Avv. Eleonora Trigari


Ed ora... Dite la vostra, ma soprattutto pensateci su, che non fa mai male.

"La tecnologia rovina l'arte"

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Al prossimo che dice una boiata del genere, mandate questa immagine.

Illustrazione del XVII secolo, autore ignoto.

Ora, glielo andate a dire VOI a Leonardo che non doveva studiare la tecnologia (inclusa quella rappresentata qui sopra) per migliorare il suo uso della prospettiva?

Ben prima di Leonardo, la Camera Obscura ha una storia parecchio lunga: vedi QUI la Wikipedia in italiano, o QUI la più completa voce in inglese.

Iscrizioni.

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In questi giorni mi sto iscrivendo ad un paio di cose.

La prima è questa bella iniziativa di Diego Cajelli: c'è tutto nel link qui sotto, ma, per riassumere, vi dico che si tratta di un laboratorio di scrittura creativa.

http://diegozilla.blogspot.com/2010/10/diegozilla-lab.html

Al momento siamo iscritti in tanti (cosa che non stupisce nessuno), magari vi tengo aggiornati su cosa combiniamo.


La seconda è la palestra, visto che non voglio diventare un blob, parte integrante del mio divano.

Avrei continuato con i corsi di ballo (vi darei un link, ma non credo che la nostra maestra abbia un sito), ma quest'anno non c'è stato un numero sufficiente per fare i corsi ad una distanza umana da casa... -_-;

Thumos: Bullet WithOUT Butterfly Wings. - pag. 2


Per i dettagli, vedi post precedente.



Per i commenti e le domande, c'è lo spazio qui sotto.

Thumos: Bullet WithOUT Butterfly Wings.


Chi indovina la citazione musicale non vince nulla, è troppo facile.
La "soluzione" è scritta direttamente nella tavola.

Questa è una storia di 2 pagine ispirata ad una canzone che Michela, da ancora prima di lavorare a Thumos, pensava adattissima al personaggio.

Il senso di tutta la faccenda sarà più chiaro quando, nei prossimi capitoli, si chiariranno un po' di cose sulle "origini" di Finwe.

E così, eccoci qua. La seconda tavola la mettiamo online la prossima settimana.
I prossimi capitoli? Quando Michela riuscirà a trovare un po' di tempo per del lavoro extra pro bono. ^_-


Un'intervista? A me? Pare di sì.

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L'amico disegnatore Luca Bonisoli mi ha intervistato, per sapere che ne penso di... Vabbè, dai, andate a leggerla che fate prima!
Inserisci link

Eroi in armatura - 01 - I Cavalieri Dello Zodiaco

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Iniziamo degli "eroi in armatura" per antonomasia degli anni '80.
Chiunque abbia tra 25 e 35 anni oggi li conosce.
Chiunque.

Ovviamente qui parlo della serie "classica" animata: Guerra Galattica, Cavalieri Neri, Corsa Alle 12 Case, Asgard, Nettuno. Tutto il resto (fumetto, saga di Ade, lungometraggi animati, videogiochi, merchandising vario...) ve lo lascio esplorare da soli.

Vi segnalo solo questa parodia, del bravissimo e modestissimo Stefano Conte, nella speranza che la riprenda anche se è impegnato con un'altra serie di vignette.

La storia, presa nuda e cruda, è abbastanza un pretesto per mettere in moto una bella serie di scontri e, soprattutto, di drammi personali e tamarrate galattiche (letteralmente): un gruppo di orfani viene mandato in giro per il mondo a fare allenamenti disumani e sovrumani (secondo un'idea molto giapponese che abbiamo già visto, uno per tutti, ne L'Uomo Tigre), al fine di conquistare armature legate tematicamente alle costellazioni.

Una volta tornati, s'indice un torneo tra questi 10 ragazzini traumatizzati per assegnare un'armatura d'oro, ovviamente molto più potente.

Lo so l'immagine è piccola e di pessima qualità, ma
non ce ne sono molte con tutti e 10 i Cavalieri di Bronzo,
visto che i 5 protagonisti emergono praticamente da subito.
Peccato solo per Aspides di Idra, mi era simpatico.


Successivamente, la faccenda si complica: l'armatura d'oro è rubata, si scopre che le gerarchie di cavalieri sono diverse (bronzo, argento, oro) e si rivela il perché del torneo: la dea Atena, reincarnatasi in una maggiorata un po' s*****a dai capelli viola, ha bisogno dei suoi cavalieri per mantenere la pace sulla Terra, che, ci spiegano di striscio nel primo episodio, è in guerra mondiale o giù di lì... Poi la faccenda è tutta sulla mistica eroica dei protagonisti, ed il background sociopolitico non interessa più a nessuno, manco all'autore.

La serie dà il meglio di sé, sia nel fumetto originale sia nella serie animata (realizzata con una qualità tecnica notevole da "nomi grossi" del mondo dell'animazione tipo Shingo Araki), però, quando entrano in scena i Cavalieri D'Oro.

Uno per segno zodiacale.
Uno più figo dell'altro.
Ognuno con un Tragico Passato™.



La "Corsa Alle 12 Case" è un crescendo di drammi personali e di personaggi riuscitissimi nelle loro esagerazioni. Tutto è spettacolo, eroismo, sangue che scorre (eccetto nelle repliche su Italia Uno, ma esistono i Torrent e i DVD per qualcosa, no?).

Nel frattempo, nel Mondo Reale™, è un tripudio di merchandising ininterrotto dal 1986 a oggi.
In Italia e ancor più in Spagna, i Cavalieri diventano un franchise famosissimo.

Nota obbligatoria: ormai lo sanno anche i sassi che l'edizione italiana ha avuto una traduzione/adattamento davvero peculiare, con alcune scelte dubbie (dare ad alcuni cavalieri il nome della costellazione e, come in originale, un nome proprio o far citare Dante al protagonista) e altre scelte che hanno reso immortale la saga, tipo alzare il registro linguistico a livelli degni dell'Accademia della Crusca, con dialoghi (e monologhi, tanti monologhi) tipo:

"Privo dei cinque sensi vagherai come un naufrago senza speranza d'approdo nel limbo senza memoria. La dimenticanza ti sarà quiete e silente padrona sino al sesto mondo di Ade, la dimenticanza che hai ottenuto per mano di Virgo!"
(episodio 58, il Cavaliere D'Oro di Virgo spiega la sesta parte del suo colpo segreto)

Complice un cast molto ricco e ben riuscito, un rilancio a spararla sempre più grossa di puntata in puntata ed un ricambio di comprimari continuo, era IMPOSSIBILE non parteggiare per qualcuno e non avere i propri preferiti.
Il mio preferito in assoluto era Shiryu / Sirio del Dragone: l'uomo dalla vista che va e viene come la luce di un vecchio neon, addestrato del leggendario (direi archetipale!) Maestro dei Cinque Picchi, nonché l'unico ad avere una circa-più-o-meno-quasi fidanzata semiufficiale e l'unico ad avere un colpo segreto che può uccidere una divinità, ma a prezzo della sua stessa vita.

Eroi in armatura - 00

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Qualche tempo fa riflettevo su quanti "eroi in armatura", o perlomeno coperti di metallo per un qualche motivo, hanno costellato la costruzione del mio immaginario personale infantile.

La quantità è semplicemente smodata anche facendo un elenco a memoria.
In questo periodo "morto" di novità, farò una serie di post brevi con questi "eroi", tanto per il gusto di scaricarmi da solo una "Nostalgia Bomb" in testa.

Chissà che non mi faccia un po' di fresco.

La Ragazza Che Giocava Con Photoshop


Come alcuni di voi sanno, Berry di Thumos è "interpretata da"/"vagamente ispirata a" Noomi Rapace nel primo film della trilogia tratta dalla serie (a sua volta trilogia) di libri "Millennium". Ok, un po' "ripulita", rielaborata da Michela, e con qualche anno di meno.

No, non mi addentro nel ginepraio della traduzione dei titoli, che tra tatuaggi col drago, odio per le donne, calci ai vespai e giocare col fuoco manca solo l'orecchino di perla e poi facciamo un bel crossover... :P

Fatto sta che il poster italiano del terzo film mi sembrava in qualche modo "sbagliato": Se Berry assomiglia a Lisbeth nel primo film, com'è che Lisbeth nel terzo poster non assomiglia a quella del primo film nè a Berry?

Non c'era la proprietà transitiva, insomma. ^_-

Spiegazione:
http://photoshopdisasters.blogspot.com/2010/06/la-regina-dei-castelli-di-carta-versus.html


Ora mi sento di nuovo in pace con il mio senso estetico.

[Articolo inviato anche alla Mailing List "Yattaaa"]

Noto solo ora, 5 secondi prima di inviare questo post, che anche Paolo Attivissimo (a.k.a. Il Disinformatico) ha qualcosa da dire sulla vicenda:

http://attivissimo.blogspot.com/2010/06/cinema-e-pirateria-da-che-pulpito.html


Buona lettura e... non copiate, che già l'estate scorsa ne son successi di casini. :P

Interludio: Pinguini.

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Sul serio: Pinguini.

Come si fa a non amarli?

Sul serio, "Tutto Migliora Se Ci Aggiungi Un Pinguino" (secondo TV Tropes).

Anche i computer (Linux, in particolare Ubuntu, è il mio sistema operativo*).

Ma ricordate: non punzacchiateli MAI, anche se hanno una pazienza incredibile.





(*): Nota per gli informatici: "Sì, lo so. GNU/Linux, ecc. ecc..." Ci siamo capiti, ok? ^_-

InterNosCon 2010: the days after - parte 3.

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Parte 3: la domenica e Angelica.

La domenica, come eventi di gioco, ho organizzato due partite a La Mia Vita Col Padrone, un gioco che parla di servi e padroni in ambientazione gotica.

Avete presente Renfield e Igor, servitori di Dracula e di Victor Frankenstein (dottore? Professore? Boh!)? Ecco, quel tipo di personaggi lì.

In questo gioco si creano storie di servitù prima e di liberazione poi. Il giocatore, tramite il personaggio, si troverà a vedere molto da vicino gli orrori che il Padrone gli comanderà di eseguire, e poco a poco si libererà da questa condizione di sudditanza psicologica, fino al gran finale, catartico e liberatorio.


Copertine dell'edizione deluxe del gioco.
L'edizione "regolare" la trovate a questo link.

Il gioco è già in grado, così com'è, di trasmettere emozioni potenti: avete presente un film dell'orrore?
Riesce a farvi saltare sulla sedia?
Ecco, immaginate di essere "dentro" un film horror, di avere il controllo di uno dei "mostri", ma suo malgrado e costretto dagli eventi.
Insomma, roba forte per stomaci forti.

Io ho provato a rendere ancora più "forte" questo tema mettendo questo schema di gioco in un tema il cui orrore ogni maschio di più di 16 anni conosce intimamente: la Bionda Stronza.
Senza offesa per le bionde che un cervello ce l'hanno: magari Angelica (l'ho chiamata ironicamente così) è pure tinta.

Risultato: La Mia Vita Con Angelica, un gioco in cui giochi la parte, fondamentalmente, di un ragazzo che pende dalle labbra di Angelica, la "bella, ricca, velina, stereotipata, ecc."

Il mix emotivo che ne risulta è ancora più forte, credo, di quello dell'horror, perché fa (ri)vivere sensazioni che tutti abbiamo visto o provato in prima persona o tramite qualche amico.
So che sembra strano, ma più "vicino a casa" (come temi trattati, ambientazione, ecc.) giochi, più le emozioni si fanno forti, perché diventa "una faccenda personale".


Trad. "a senso": una bionda stronza ed egomaniaca può fare più paura
di Godzilla che ti carica o di un vampiro vecchio di mille anni.

Fare boiate, e grosse, per "una che tanto non te la dà" non è proprio una cosa rara, vero?
Qui sopra, la foto dei due coraggiosi della partita del mattino. Da sinistra a destra: io, Alessandro, Adam.

Qui sotto, i coraggiosissimi del pomeriggio, che hanno deciso di aumentare ancora di più il fattore "terrore autoinflitto" giocando, fondamentalmente, sé stessi: i loro personaggi avevano i loro nomi e i loro punti di forza e di debolezza.
L'ambientazione era "Bologna", in cui 3 di loro avevano vissuto e/o studiato.

Non provate a farlo a casa! ^_-


Da sinistra a destra: Ariele, me, Giuseppe,
Francesco e (nascosto da Francesco) Luca.


Sulle due partite scriverò un commento dettagliato, ma non su questo blog. Se interessati, chiedete.

All Good Things... Ovvero, il ritorno a casa.

In definitiva, l'INC mi ha lasciato con un mix di sensazioni fortissime.
Voglia di continuare, il classico "ma come, è già finito?" anche dopo due giorni non-stop densissimi di eventi; voglia di tornare a casa a raccontare tutte queste cose; voglia di tornare l'anno prossimo per rivedere tutte quelle persone (70!) piene di idee e di entusiasmo e di voglia di divertirsi, di provare cose nuove e di scambiarsi esperienze.

L'INC, ripeto, è una faccenda unica al mondo o quasi. No, aspetta, senza "o quasi": è un evento con tutti i pregi di una "Con" di giochi, ma senza i difetti tipici delle "Con" e con molti, molti, molti extra... primo fra tutti il fatto che è tutto pronto da prima: non devi sprecare nemmeno un secondo, se la tua priorità è giocare, parlare, passeggiare o riposarti non hai tempo buttato a organizzarti il pranzo o cercare-e-chissà-forse-trovare gente con cui organizzare una partita.

Per dare un'idea, ecco i due video che raccolgono le risposte dei partecipanti alla domanda "qual è stata la cosa più bella di InterNosCon 2010":


Parte uno. Per vederlo su YouTube clicca qui.


Parte due. Per vederlo su YouTube clicca qui.
La misteriosa parola pronunciata da Ron Edwards alla fine...
...richiederà un altro post. ^_-

Bene, mi pare tutto.
Eventuali domande sapete dove vanno. ^_-

Dal prossimo post, si torna a parlare di fumetti, e forse con una bella PAULemica tanto per restare allenati.

InterNosCon 2010: the days after - parte 2.

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Parte 2: la festa del sabato sera.

Tanto perché il free bar (leggi: bibite alcooliche ed analcoliche a volontà dal bancone) e i giochi non erano abbastanza per fare casino, la sera del sabato c'era una festa "a tema".

Il tema dell'anno scorso era "il west", a simboleggiare lo spirito "da pionieri" per andare ad esplorare nuove possibilità di gioco, nuovi modi di fare incontrare i giocatori, nuovi modi di comunicare in modo solare ed aperto agli altri il bello del "trovarsi a giocare".

Quest'anno il tema erano "i pirati" (All'Arrembaggio), a simboleggiare la voglia di dare l'assalto con entusiasmo alle novità.

La festa è stata preceduta da un momento in cui gli organizzatori hanno simbolicamente premiato (con una bottiglia di birra) alcuni degli intervenuti: chi aveva organizzato più eventi, chi aveva generato la "catena di inviti" più lunga, ecc. ecc.

Le gallery fotografiche dell'INC le trovate tutte linkate sul sito ufficiale, che, ripeto, è www.internoscon.it

In ogni caso, io e altri abbiamo deciso di presentarci vestiti da ninja, sull'onda del meme internettiano che vede come simbolo della "discussione futile da forum" i dibattiti sull'argomento "sono meglio i ninja o i pirati?"
Se vi sembra stupido, beh, è il simbolo della discussione futile per un motivo, no? (cfr. Wikipedia in inglese)

Tanto per "fare 31", ho perfino organizzato un momento in cui ninja e pirati avrebbero compiuto (secondo il meme) l'impossibile: un trattato di pace!

E tanto per aggiungere un altro livello di riferimenti
alla "cultura della Rete", ecco il Motivational Poster!
Io sono quello a sinistra. A destra, Ezio.

Tanto per esagerare, io e Marco Andreetto, a nome della Taverna del Vecchio Veggente (ludoteca di Legnago, VR, di cui facciamo parte), abbiamo regalato una copia di Kazekami Kyoko (vedi qui per info e per scaricare il .PDF illustrato e a colori) stampata con segnalibro in omaggio.

Ed un grazie a Francesca della TVV per aver aiutato Marco a confezionare il tutto!

Sull'onda di un altro meme internettiano, relativo al film La Caduta (cfr la pagina Wikipedia del film, in inglese), la community di GenteCheGioca ha prodotto alcuni video parodistici, in cui, attraverso l'uso di falsi sottotitoli, scene di quel film venivano ricontestualizzate a fini ironici e autoironici.

In particolare, un video dipingeva Hitler come un appassionato di gioco tradizionale che si lamentava di non essere stato invitato a InternosCON, la convention di Gentechegioca. Potete trovare questo video qui.


Qui sopra, un video fatto da me, in cui Hitler si lamenta della
chiusura all'innovazione tipica di alcuni (molti) forum italiani sul GdR.



L'utente -Spiegel-, cogliendo la palla al balzo, invitò ufficialmente Hitler alla convention (qui). A ciò seguì un video di risposta. Per proseguire lo scherzo, -Spiegel- si è quindi fugacemente presentato alla festa in maschera di INC come "Hitler travestito da pirata".

Lo dobbiamo ripetere ancora che è tutto uno scherzo o è chiaro? ^_-
(foto di Daniele Frizzi usate con il permesso dell'autore)


Ron Edwards, uno degli ospiti d'onore è stato omaggiato con una maglietta che faceva la parodia del suo gioco Sorcerer... Inserendo Topolino come Apprendista Stregone.

Ha gradito molto.

Abbiamo avuto Hitler, abbiamo avuto Topolino, abbiamo avuto i massimi teorici e autori del GdR a fare le conferenze, a giocare, e a scambiare chiacchiere prima, durante e dopo i pasti... Chi mancava, solo Gesù?

No, c'era anche lui, in versione "Ninja Pirate Cyborg Jesus" (questa non ve la spiego, ve la cercate da soli).

Credo di aver superato, con questo, il limite massimo di
riferimenti geek incrociati consentito nell'Unione Europea.

Quindi s'è mangiato, bevuto, giocato (eh, sì, perché non giocare anche in costume durante la festa?), ballato...

E pure ballato e giocato contemporaneamente, visto che sei coraggiosi si sono cimentati in "Sea Dracula", un gioco demenziale di animali avvocati (parola chiave: demenziale) in cui si vince ballando.
Presto saranno online i filmati integrali di questo gioco, ed i sei saranno ricattabili a vita. :P

A presto per la terza parte, in cui parlerò del gioco che ho portato domenica: La Mia Vita Con Angelica.
E se avete letto fin qui, vi meritate pure di sapere in anticipo che ve lo metterò pure per il download, in versione illustrata! ^_-

InterNosCon 2010: the days after - parte 1.

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Ho già parlato della mia passione per i giochi di roleplay e loro derivati in alcuni post precedenti.

Lo scorso weekend sono stato ad InterNosCon, "INC" per gli amici, che è una roba come poche ne esistono al mondo.

Il sito ufficiale è questo, da cui si può anche scaricare un libro, scritto da alcuni dei partecipanti, me incluso, più traduzioni di articoli "tecnici" sui giochi di ruolo, di roleplay e derivati.

1- Il libro!

Senza falsa modestia, anche perché la parte più robusta di questo lavoro non è certo il mio contributo, si tratta del primo libro in Italia che tratta in modo "tecnico" e per certi versi scientifico questi giochi senza essere già concettualmente indietro di 10-15 anni nel momento stesso in cui esce dalla stampa.

E potete averlo GRATIS cliccando il link sotto l'immagine!


2- L'INC: come funziona.

L'esperienza è impossibile da trasportare a parole e in immagini su un singolo post di un blog, e anche le centinaia di foto che trovate nelle raccolte segnalate sul sito ufficiale sono troppo fredde per trasmettere l'aria elettrica di voglia di divertimento che c'era!
Proverò a raccontare per sommi capi.

In pratica, ci si iscrive con un pacchetto "tutto compreso", inclusi i rinfreschi a go-go, i pasti, pernottamento/i, e quest'anno anche una degustazione di vini con tanto di sommelier che ha spiegato le caratteristiche di questo e quel vino.

Per iscriversi, è necessario essere invitati. Chi ha partecipato l'anno prima è invitato "di default" e ha 5 inviti da dare. Ognuno degli invitati ha altri 5 inviti da distribuire e così via a cascata. In pratica, avere un invito è ridicolmente facile, e così facendo nessuno si ritrova ad essere "da solo" all'INC.

Poi, dopo l'iscrizione, proponi uno o più giochi in una delle fasce orarie disponibili (o ti offri per fare da segretario, servizio mai abbastanza apprezzato!) e ti iscrivi a quelli che t'interessano: sul sito potete vedere l'elenco dei giochi.

3- E io che ho fatto?

Io ho portato questo per il sabato mattina:

Polaris
Che è un gioco che mette i giocatori nei panni di cavalieri di un regno mitico e splendente all'estremo nord, creato in una notte lunghissima, fatto "di ghiaccio e luce delle stelle", che però è in decadimento, perché un giorno... spunta il sole!
Si gioca al tavolo, ognuno a turno gioca una scena in cui il suo personaggio è protagonista.
Il gioco è principalmente verbale, e i giocatori si passano le informazioni "di gioco" tramite frasi codificate. Ad esempio, se inizio a rispondere al mio interlocutore con "Ed Anche..." vuol dire che confermo quello che lui dice, che aggiungo qualcosa e che le sue opzioni per rispondermi saranno più limitate.

Pagina ufficiale del gioco: http://janus-design.it/prodotti/polaris


Il sabato pomeriggio, dopo la foto di gruppo che vedete qui, con tutti quanti con la maglietta dell'evento (io sono il terzo da sinistra, accosciato)...

...e che potete vedere anche qui (photo courtesy of Michele Gelli), per il pomeriggio ho proposto:

Avventure In Prima Serata
Che è un gioco in cui i giocatori, in una prima fase, costruiscono collettivamente (con un procedimento in parte guidato ed in parte molto informale) una serie TV.
In una seconda fase si gioca l' "episodio pilota" della serie e poi tutti gli altri.
Nei tempi ristretti di un pomeriggio, ovviamente, c'è spazio solo per il "pilota".
La serie che abbiamo creato, in soli 40 minuti di brainstorming, è stata una serie britannica che parla di tre poveretti squattrinati che dividono un appartamento e sbarcano il lunario, mentre tutto il mondo è alle prese con la rivelazione che gli alieni sono sempre stati tra noi: V (Visitors, se preferite) e District 9 incontrano Being Human.

Pagina ufficiale del gioco:
http://www.narrattiva.it/index.cfm?action=showItem&pID=4

Sabato sera, la festa in costume, di cui parlerò in una seconda parte.

Ma vi dico solo che ci sono stati regali, premiazioni, pirati, ninja, Hitler (o quasi), Topolino (in immagine), Gesù (o anche di più), birre a volontà (davvero)... E poi la mattina dopo, un'altra giornata di gioco intera, che sarà oggetto di una terza parte.

Walhalla 10 esce il 22 a Reggio Emilia!


E perché dovreste volere una copia di Walhalla numero 10?

Per i motivi scritti nel mio post precedente, no? ^_-

Purtroppo non ci saremo, né io (Coro: chissene) né le EdenGirls (coro: nooooo!), se non in spirito ed inchiostro.

Intanto, vi metto qui sotto il videotrailer ufficiale del numero 9 di Walhalla: Cimpellin, Bonfatti, Tilloca... Mica niente.

Thumos: le prossime uscite, web e cartacea!


Ciao a tutti!

Come promesso, questo post torna a parlare di fumetto, dopo un po' di digressioni ai confini della filosofia, con tre notizie diverse.

1) Michela Da Sacco è al lavoro su Thumos capitolo due (12 pagine), in cui verranno introdotti altri 3 personaggi molto importanti. Anticipo anche che si aprirà con una scena piuttosto "calda".

Il numero 10 di Walhalla conterrà una lunga intervista ad EdenStudio (composto da Manuela Soriani [blog] [DeviantART], Francesca Da Sacco [blog] [DeviantART], Michela Da Sacco [blog] [DeviantART]), più il sottoscritto in qualità di EdenCollaboratore.

NOTA: stamattina DeviantART sta facendo manutenzione, se non si aprono le pagine provate più tardi o domani, gli indirizzi sono giusti. ^_-

EdenStudio (+ me) ha fatto omaggio agli amici di Walhalla di tre storie brevi, una di Thumos (testi miei e disegni di Michela), ed una su testi di Francesca e disegni di Manuela e una terza tutta di Francesca!

Per ordinare Walhalla o per sapere dove comprarlo di persona alle fiere: http://www.comixcomunity.com/


3) Infine, volevo annunciare una mini-collaborazione con Patty Comino, autrice di PattyCuore.
Di che si tratta? Se ne riparla tra pochi giorni! ^_-

I deliri religiosi fanno male alla religione e a noi.

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Giuro che il prossimo aggiornamento sarà di robe più leggere (e di fumetto), ma oggi (per me, tu fa' quel che ti pare) è giorno di riflessioni sul confine tra superstizione e religione, che andrebbe tracciato con l'aratro, mentre qualcuno ci mette una porta girevole per i suoi comodi.

È di pochi giorni fa la notizia che tale Hojjat ol-eslam Kazem Sediqi ha detto pubblicamente che i terremoti in Iran sono la vendetta divina per via del fatto che le donne non si vestono in modo pudico e sono promiscue.

Giuro, ho riscritto 4 volte la frase qui sopra per farla suonare meno stupida possibile.

Costui ricopre la carica di... non so bene come si traduca, ma conduce le preghiere del venerdì a Teheran (che è una cosa importante), cioè: non è il primo scemo del villaggio che dice cose a caso.

La cura suggerita, guardacaso, è quella di rifugiarsi nelle tradizioni.

Ora, a noi occidentali viene subito da ridere, ci pensiamo "più avanti"...

Ma l'idea di Sediqi s'è già sentita negli U.S.A. nel 1998, da un tale Pat Robertson, televangelista con un lungo curriculum di affermazioni discutibili (qui e qui) su praticamente ogni argomento "sensibile".
Le più ridicole sono gli insulti alla Scozia in quanto paese "sopraffatto dagli omosessuali" (?), insulti all'Induismo in quanto politeista, affermazioni su Maometto che farebbero incavolare qualsiasi storico e fare vanto di riuscire a produrre 900Kg di spinta con le gambe all'apposito attrezzo, a 70 anni suonati (non che lo abbia mai fatto in pubblico).

Costui predisse disastri naturali contro Disneyland perché troppo indulgente nei confronti delle associazioni gay (e affiliate) che si danno appuntamento in determinati periodi dell'anno per visitare il parco.
Cito testualmente: "terremoti, tornado, forse perfino una meteora".
Ce lo vedete Dio che prende una meteora in mano e la lancia addosso a Disneyland perché ci sono troppi omosessuali (che Lui stesso avrebbe creato, a proposito)?

Pat, seriamente, ti pare che ai cancelli di Disneyland sia possibile mettere uno che smisti la gente per preferenze sessuali?
No. Primo, perché dovrebbe essere dotato di telepatia o di Gay-dar. Due, perché non è proprio una mossa commercialmente vincente. Tre, perché sarebbe illegale.

"Ah, ma questo era anni fa, noi occidentali siamo comunque più avanti..."
Ma Pat, qui, mette anche il terremoto di Haiti di quest'anno nelle mani di Dio, pari-pari, dicendo che gli Haitiani se lo meritano per via di un patto col Diavolo che fecero (?) ai tempi di Napoleone III.
Tecnica numero 7: "Post Hoc Ergo Propter Hoc", ricordate?

"Ah, ma Robertson non è mica un capo politico e religioso come Sediqi..."
Ha una trasmissione TV che viene trasmessa in vari Paesi ed è figlio di un senatore U.S.A., fate voi i conti.


In ogni caso, il riassunto di tutta la faccenda è:

1) andiamoci piano a fare i superiori,

2) a me, a catechismo, hanno insegnato cose un po' diverse.

Non mi interessa se credi o se non credi (ah, io sono agnostico, con amici credenti e atei, e disposto a parlarne con calma), mi basta che non scomodi Dio per i tuoi giochini di potere.

Ritorno al passato, ovvero: Ma siamo deficienti?


Stamattina leggo Punto Informatico e scopro un paio di cose inquietanti.

1) Esiste una proposta di legge sul tassare le connessioni internet italiane (vedi qui). Come se, tra parentesi, non pagassimo già l'IVA sulle bollette telefoniche (com'è anche giusto che sia). Perché? Perché l'industria dei mezzi di comunicazione tradizionali soffre? E quindi che si fa? Si dirottano soldi dall'investimento in infrastrutture in aiuti ad industrie che il progresso vorrebbe meno vecchie di quelle che ci sono?

Dirottare soldi? Eh, sì, perché nel frattempo gli investimenti per la Banda Larga (che sarebbe un pochino d'aiuto per la nostra industria, magari) sono stati bloccati con questa scusa. Al prossimo che mi parla di Ponte Sullo Stretto risponderò MOLTO male.

Già, ricordiamo, esiste la tassa definita "equo compenso" (sic): ogni supporto di registrazione vergine che compri contiene una piccola tassa che va, nelle intenzioni del Legislatore, a compensare i mancati introiti dell'industria cinematografica che si presume esso andrà a creare. Una specie di "tassa sulla colpevolezza presunta dell'acquirente", non vedo come sia giustificabile logicamente in altro modo.

Nella Finanziaria 2012 ci sarà anche una sovvenzione per i poveri venditori ambulanti di ghiaccio schiacciati dal progresso dei frigoriferi? >_< ). Motivo? Viola il diritto di copyright.

Certo, come se una parodia di 4 minuti fosse un valido sostituto dell'opera intera (che è un film serissimo).
L'intelligenza di certe persone che spendono tempo e denaro per rimuovere pubblicità gratuita ai loro prodotti mi lascia sempre stupito.

A parte ciò, in Italia esiste un diritto alla parodia.
Basta una ricerchina su Google per "legge parodia" e guarda un po' cosa salta fuori.

- legge 22 Aprile 1943 n.633 (G.U. n.166 del 16 Luglio 1941), articolo 1, in particolare alla citazione “Sono protette ai sensi di questa legge le opere dell'ingegno di carattere creativo che appartengono […] alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione.

- legge 22 Aprile 1943 n.633 (G.U. n.166 del 16 Luglio 1941), articolo 3, “Le opere collettive, costituite dalla riunione di opere o di parti di opere, che hanno carattere di creazione autonoma, come risultato della scelta e del coordinamento ad un determinato fine […] artistico, […] sono protette come opere originali, indipendentemente e senza pregiudizio dei diritti di autore sulle opere o sulle parti di opere di cui sono composte.” e in riferimento all’articolo 4, in particolare alla citazione “Senza pregiudizio dei diritti esistenti sull'opera originaria, sono altresì protette le elaborazioni di carattere creativo dell'opera stessa, quali […] le trasformazioni da una in altra forma […] artistica, le modificazioni ed aggiunte che costituiscono un rifacimento sostanziale dell'opera originaria, gli adattamenti, le riduzioni, i compendi, le variazioni non costituenti opera originale.

- Direttiva 2001/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2001 (GU n. L 167 del 22/06/2001), articolo 5 “Sono esentati dal diritto […] gli atti di riproduzione […] privi di rilievo economico proprio che sono […] parte integrante e essenziale di un procedimento tecnologico […]”, in particolare al paragrafo 3 lettera K “quando l’utilizzo avvenga a scopo di caricatura, parodia o pastiche.

Tutto quanto sopra confermato anche dal

- Trib. Milano 29 gennaio 1996, in Foro it.,1996, I, 1426 e in Dir.Industriale, 1996, 479, n. MINA; Trib. Milano 15 novembre 1995 in Giur.It., 1996, I, 2, 749, “A questo proposito, cercando di analizzare giuridicamente questo caso, va premesso che la parodia, secondo la giurisprudenza, si risolve sempre in un'opera autonoma e distinta rispetto a quella di riferimento e non richiede il consenso da parte del titolare del diritto di utilizzazione economica. L'opera pertanto sarà imputabile solo al parodista e giammai, neanche in parte, all'autore dell'opera parodiata.


Capito, Constantin Films? "Giammai".
E La Caduta me lo scarico, e "giammai" lo noleggerò.

Cos'è l'Arte?

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Con questo post mi tolgo una spina dalla zampa, e mi creo un riferimento da linkare ogni volta che parte una discussione su "XYZ è Arte?", roba che in genere in Rete finisce con un cumulo di definizioni generiche e individuali buttate lì senza troppe spiegazioni.

Provo a dare una definizione di "arte".
Non siete obbligati a condividerla.
Siete invitati a commentarla, criticarla, metterla alla prova, ecc.

Un autore, per creare un pezzo d'arte, deve avere la consapevolezza di stare trasmettendo un messaggio, e questo è un presupposto forte della mia definizione.

In questo modo escludiamo ciò che è un oggetto funzionale ad uno scopo diverso dalla comunicazione ma anche ciò che comunica in modo univoco (si spera): un manuale d'istruzioni o un cacciavite non sono arte (normalmente... ci arrivo dopo).

Poi, c'è un qualcuno che "riceve" o comunque è "utente" finale del pezzo: un libro viene letto, un gioco giocato, un quadro osservato, un film visto, un fumetto letto, ecc.

Il valore artistico di un'opera si esprime nella sua capacità di comunicare più sfumature e livelli di significato all'utente finale. E anche questo è un presupposto forte.

Più livelli di significato si possono "spremere" da un'opera, da soli o con l'aiuto di qualcuno, più l'opera ha valore artistico.

In questo senso si può parlare di opere di valore artistico più o meno elevato.

Attenzione, è un discorso MOLTO diverso dalla boiata scritta nel libro che si vede all'inizio de L'Attimo Fuggente, che non tiene conto dell'azione attiva del ricevente l'opera ma di astrattissimi valori di "importanza del fine poetico"... Come se ci fosse una scala oggettiva di valori più o meno importanti in senso assoluto e misurabile oggettivamente, in modo indipendente dal pubblico (certo, come no).



In Italiano


In inglese, lingua originale.


In questo senso, l'umorismo è la forma d'arte più diretta che si può concepire: il ricevente completa la battuta o il ragionamento e coglie un secondo significato immediatamente... e questa scoperta lo fa ridere.

Una frase che sento spesso e che mi dà ai nervi è "ma io non capisco l'arte".
La domanda è mal posta. Se tu non capisci un pezzo d'arte, è perché non si realizza la comunicazione.

Ad esempio...


Opera di Alessandra Gagliano Candela,
esposta a Genova presso Galleria d’Arte Moderna
riprodotta a solo scopo esemplificativo.


A me non dice molto. Non ho le conoscenze necessarie per "interpretare" il messaggio.
Ma se qualcuno mi spiegasse i vari passaggi e i riferimenti, non dubito che sarei in grado di capirlo.

Ed ecco spiegato anche perché un orinatoio pubblico non è arte, ma questo qua sotto sì.

Se qualcuno me lo spiega,
poi, mi fa un favore.


La tecnica di realizzazione è importante per due motivi: primo, un autore che padroneggia la tecnica è in grado di trasmettere più livelli di significato con maggiore efficacia ed efficienza.
Pensate alla famosa poesia "Soldati" di Ungaretti:

Si sta
come d'autunno
sugli alberi
le foglie.

Senza quegli "a capo", con una virgola in più, senza il titolo, se fosse di 10 righe invece di 4... sarebbe una cosa diversa e meno efficace. E Ungaretti lo sapeva.

Approfittiamone per sfatare il mito che gli artisti sono gente che, alla nascita o un giorno qualsiasi riceve un' illuminazione e PUFF, ecco il capolavoro, che è una bella boiata che c'insegna(va)no a scuola e che continua a fare i suoi danni.

Il secondo motivo è che la perfezione tecnica aggiunge anche un valore di "oooh" per il pubblico e di "questo lo so fare solo io" da parte dell'artista, che male non fa.

Provate a farlo voi.
(Cliccate per ammirare i dettagli)



Un pezzo d'arte, quindi è un oggetto compiuto che si esprime in un medium per trasmettere una molteplicità di significati non necessariamente univoci che vengono ricevuti ed interpretati da un ricevente finale.

Se prendiamo per buona questa definizione, alla domanda "ma XYZ è arte?" si può rispondere che la domanda è mal posta: forse bisognerebbe chiedersi "quanta arte c'è in XYZ?" e andare a grattare sotto la superficie.

Scoprirete che anche se la musica è accettata come Arte e il videogioco no, ci sono molti, molti più livelli di significato nei titoli di testa di Metal Gear Solid 3 (basta saperli capire) che in T'Appartengo di Ambra.



No, tranquilli, niente video di Ambra

Thumos - Speciale 2 - Pagina 4



E con questo si conclude anche questa "mini" di Thumos.
Thumos ritornerà prossimamente con il secondo capitolo. ^__^

Vi segnalo anche un'interessante nota al mio post precedente, quello sui colpi bassi di Telecom, tra i commenti.

A risentirci nei prossimi giorni.

Hai Telecom? Cambia gestore.


Perché lasciare Telecom?

Per evitare guai tipo questo: addebiti farlocchi a numeri mai chiamati e cose del genere che vi possono tormentare per anni.

Se sei ancora in tempo, fuggi!

La moralità media di Telecom è risaputa: fatture false a fini di frode fiscale, il mantenimento di superdirigenti con stipendi da favola (tutta eredità "politica" della SIP [AGGIORNAMENTO: vedi note nei commenti!]), scandali di natura politica, e praticamente tutte le associazioni di consumatori hanno una pagina dedicata a Telecom.

La ricerca Google per "associazione consumatori telecom problemi bollette" dà circa 55.700 risultati. Circa 4-6 volte tanto il numero di risultati rispetto agli altri operatori. Sarà questione solo di quote di mercato? Mah.

Riporto qui sotto, in accordo e con l'autorizzazione del Sig. Carlo Soriani e di Manuela Soriani, una cronologia dei fatti. Lo stile di scrittura sarà un po' formale e un po' informale, sto modificando un copia-incolla delle informazioni che passerò alla mia avvocato/essa (fate voi) perché mandi l'ennesima (per lei) lettera a Telecom per addebiti "fantasiosi".

Gran parte delle operazioni sottoindicate sono state materialmente eseguite da me in nome e per conto degli intestatari della linea, quindi so bene di cosa parlo e di quanti giramenti di balle

Telecom Italia addebita al Sig. Carlo Soriani una bolletta (rif. bolletta 5/07, fattura RE06550161 del 10/9/2007, relativa al periodo 1/7/2007 – 31/8/2007) per un totale di 198,50€. La bolletta e tutto quanto segue è relativo al numero telefonico 0425/82505, ora chiuso.

Il sig. Carlo riceve la bolletta/fattura tramite posta il giorno 8/10/2007 e procede lo stesso giorno a presentare reclamo telefonico al numero 187 e a richiedere il blocco dei numeri telefonici a sovrapprezzo.

Riguardo al blocco delle numerazioni, il sig. Carlo riceve in tempi brevi una lettera con indicazione del PIN per attivare il blocco. La procedura telefonica è oltremodo lenta e macchinosa, ma viene portata a termine in circa un 40 minuti: è necessario riascoltare lunghi messaggi preregistrati per ogni singolo tipo di numerazione che si vuole bloccare, non esistendo (allora, oggi non so, ho un altro operatore che li blocca di default!) un'opzione per bloccarli o sbloccarli tutti insieme.

Il Sig. Carlo, intestatario del numero, paga tramite bollettino postale 75,40€ relativamente alla parte non contestata della bolletta, e contesta i restanti 123,10€, relativi a numero 8 (sic) chiamate per un totale di 3 minuti e 26 secondi (sic).

Viene esclusa immediatamente la possibilità che le chiamate siano state effettuate da un computer infetto da programmi malevoli: il solo computer della casa era connesso tramite linea ADSL senza possibilità, quindi, di comporre numeri telefonici.
E, aggiungerei, adeguatamente protetto pur essendo una macchina con Windows XP. Ora, tra Linux io e Mac OSX Manuela, più un'adeguata gestione dei cookies del browser, il problema virus, spyware, dialer e compagnia fetida non esiste.

Viene data comunicazione via fax a Telecom Italia dell'avvenuto pagamento tramite fax, spedito il giorno 9/10/2007, ore 10:27. Contestualmente, veniva richiesta documentazione relativa alle suddette chiamate contestate, richiesta disattesa da Telecom.

Vorrei farvi notare il rovesciamento del diritto alla privacy: non è possibile, per un titolare di una bolletta, avere un riassuntivo in chiaro di quali chiamate lui stesso e le persone a cui mette a disposizione la linea ha effettuato.
Il mio vaghissimo sospetto è che Telecom, ricevendo percentuali da questi addebiti a numeri a sovrapprezzo, abbia interesse a non far arrivare pioggie di denunce alle società (anche se all'estero) che gestiscono questi "servizi".
Gli altri operatori, invece, hanno interesse a bloccarli, non ricevendone un centesimo.

Il sig. Carlo riceve, verso la fine del 2007, altre comunicazioni telefoniche per il sollecito del pagamento prima, e per l'accoglimento del reclamo a gennaio 2008. Di questo accoglimento del reclamo Telecom non ha mai prodotto documentazione cartacea (ma dai?).

Nei primi mesi del 2008 viene effettuato un trasloco di linea e anche un cambio di intestazione: da Soriani Carlo, via Galberte, Castelmassa a Soriani Manuela, via Don Minzoni, Castelmassa.

Nel corso delle pratiche, andate a buon fine, viene confermato che non risultano pendenze. Un'operatrice di Telecom Italia dichiara che “non sarebbe stato possibile fare il trasloco di linea [se fossero risultate pendenze]”.
Urrà!

Il blocco dei numeri a pagamento dev'essere comunque rifatto perché col trasloco si riattivano “di default”, tramite la tediosa procedura di cui sopra.

Verso la fine del 2009, dovendo io e Manuela traslocare di nuovo, si richiede la chiusura della linea e la fattura finale.

La linea viene chiusa nei tempi dichiarati, ma riceviamo lettera di sollecito di pagamento con intestazione “Mestre, 14/01/10 Prot. N. 44493 Oggetto: Sollecito pagamento fattura a seguito disdetta contratto” in cui si intima di “procedere al pagamento entro 10 giorni dalla data della presente” e si avvisa che “perdurando la morosità, saremo costretti ad adire le vie stragiudiziali e/o giudiziali”.

Il fatto che il numero telefonico sia chiuso e, quindi, “inesistente” ci ha causato gravi difficoltà nel tentare di raggiungere il Servizio Clienti di Telecom Italia, che richiede l'immissione di un numero di telefono attivo di Telecom per poter accedere come clienti: il servizio per i non-clienti (quali sono gli ex-titolari) non ha la possibilità di connettere l'ex-utente col servizio clienti.

Ci è stato suggerito da un'operatrice di immettere un numero telefonico Telecom anche diverso per poter accedere e spiegare la situazione, ma ci risulta difficile visto che tutti i nostri familiari e amici hanno precedentemente abbandonato Telecom come gestore (non è da escludere una correlazione causa-effetto con queste vicende ^_- ).

Non senza qualche resistenza da parte del Servizio Clienti, riusciamo ad aprire un nuovo reclamo il 2/2/2010, reclamo numero 3-9786391806. Ad oggi, nessuna comunicazione.

Riceviamo poi una lettera da Intrum Justitia S.p.A., da Milano, data 01/02/2010 per recupero del credito, N. pratica 4584890, riferimento cliente 750098783/2010. La fattura qui viene indicata come relativa alla data del 15/10/2007, ma il numero di fattura corrisponde.

Rispondiamo con fax il giorno 9/2/2010, ore 15:05 al numero di Intrum Justitia S.p.A., ribadendo di aver ricevuto comunicazione di accoglimento reclamo e di non aver ricevuto ulteriori solleciti eccetto questi ultimi. Lascio, contestualmente, i miei dati per ulteriori comunicazioni.

Vengo contattato pochi giorni dopo da una responsabile di Telecom Italia (da numero privato, sia mai che si riesca ad avere un riferimento) che mi comunica che non solo il reclamo non era, secondo Telecom, mai stato accolto, e di averne dato comunicazione per iscritto al sig. Carlo a suo tempo (inizio 2008, quindi). Richiediamo copia della documentazione del declino del reclamo, anche questa richiesta è disattesa da Telecom, ad oggi.

Resta da chiedersi: quanti pensionati hanno pagato senza accorgersene? E quante famiglie e piccole aziende pagano per evitare le minacce di distacco della linea e questa tortura infinita di reclami che si trascinano per anni?

Thumos - Speciale 2 - Pagina 3


Eccola qua, dopo la pausa pasquale.



Lunedì prossimo, l'ultima di questa storia breve, poi pausa per un po'.

Google e il terremoto: c'è chi è furbo e chi no.


Giudicate voi.

Articolo de La Stampa:


...che contiene una perla tipo "con Google Street View si vedono camminare decine di persone per le strade della città abruzzese. Alcune di queste che ancora oggi si possono vedere sorridere forse nella realtà sono morte" (tecnica numero 2, ricordate?).


Oppure, articolo de Il Sole 24 Ore:




Qual è la notizia utile e quale quella dannosa?


P.S.: Noto solo ora che ho finito di confezionare il post che Il Disinformatico mi ha battuto sul tempo (e grazie, lui lo fa per lavoro... :P ). Vedi qui per un approfondimento: http://attivissimo.blogspot.com/2010/04/repubblica-la-stampa-orrore-danni.html

Buona Pasqua & Pasquetta. Thumos torna lunedì 12

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La settimana scorsa ho parlato (scritto) senza avere il calendario sottomano, e ho dimenticato che per Pasqua & Pasquetta sarei stato lontano da casa. -_-

Oggi niente Thumos, quindi: ritorna lunedì prossimo.

Intanto, buon lunedì festivo a tutti. ^_^

Tecniche di difesa mentale - parte 2


La parte 1 la trovate QUI.

Oggi prendo spunto da un articolo che mi hanno segnalato nel regolamento di un forum come esempio di cose che non sarebbero state tollerate, in quanto subdoli trucchi mentali per indurre in trappola il proprio interlocutore.

Premetto che la prima tecnica di difesa è capire CHI ti sta dicendo COSA.

Se avete chiara l'idea che l'interlocutore non ha la benché minima voglia di essere chiaro e costruttivo, levate le tende perché non c'è rimedio: non vi darà MAI ragione neanche di fronte a fatti inequivocabili, e da lui non otterrete NULLA.

L'uso di queste tecniche è indice di scarso fair-play verbale, l'equivalente scritto di un'entrata a gamba tesa sulle rotule dell'avversario.
È bene conoscerle, ed è bene NON usarle, esattamente come non usereste un coltello contro una persona ma per pelare una mela.

Primo gruppo: tattiche di distrazione.

1) Ad Hominem. Screditare l'avversario, non il suo argomento.

2) Aringa Rossa. Depistare la discussione tirando fuori argomenti "che scottano" per far scattare una reazione "di pancia". Es.: "Se questa legge passa, chi penserà alla salute dei bambini?"



C'è chi ne fa una ragione di vita.



3) Avvelenare il pozzo. Mandare in vacca la discussione ormai persa "perché non è un argomento importante" o "ci sono cose più urgenti".

4) Tu Quoque. Far notare i difetti di altre persone o dire "lo fanno tutti" per giustificare le proprie mancanze.

Secondo gruppo: logica fallace vera e propria.

5) Il Quarto Termine. Impostare un falso sillogismo tipo "se A = B e B = C, allora A = D" e sperare che nessuno se ne accorga. Es.: "se la legge che propongono i nostri avversari richiede un finanziamento, e il finanziamento è di 1.000.000 di Euro, allora la legge è sbagliata".

Aristotele. 2.300 anni prima di Internet,
aveva già smontato le tecniche 5, 6, 7, 8, 11 e 12.

6) Non Sequitur. Simile al precedente. Buttare lì una motivazione che sembra avere una correlazione logica, ma non ce l'ha. Es.: "la legge è sbagliata perché richiede dei fondi" (il fatto di richiedere dei fondi, senza altre specificazioni, non implica che la richiesta sia irragionevole).

7) Post Hoc Ergo Propter Hoc. Ovvero: usare un effetto per "dimostrare" una causa. Es.: "non mi ha telefonato oggi, deve avere la coscienza sporca" (e magari ha perso il cellulare).

8) Ribaltare Causa E Conseguenza. Ha due varianti.
8a) "Se A allora B" diventa "Se non A allora non B". Esempio: "Se fai la spesa a prezzo pieno, resterai povero; da noi ci sono gli sconti, quindi resterai ricco" (contiene anche un po' della tecnica 2, lo ammetto).
8b) "Se A allora B" diventa "Se B allora A". Esempio: "se dici stupidaggini, mi arrabbio. Mi arrabbio, quindi tu dici stupidaggini".

9) Mele e Arance. Confrontare due cose diverse per natura. Es.: "i videogiochi sono brutti, molto meglio i libri".

10) Falsa Dicotomia. Offrire all'interlocutore una scelta fallata in partenza. Es.: "chi non è d'accordo con me è un traditore". Anche questa è facile da combinare con la tecnica 2.

Terzo gruppo: tecniche di retorica da quattro soldi

11) Generalizzare su un esempio singolo. Es.: "a mio cugino quella medicina ha fatto bene/male, dovresti/non dovresti provarla".

12) Logica circolare. Es.: "Ti puoi fidare di lui, io non faccio affari con dei truffatori, e con lui io faccio affari da anni". Questo non dimostra niente, si è solo ripetuto la stessa cosa in due modi diversi.

13) Invocare l'Autorità da Quattro Soldi. Es.: "è vero, sta scritto in un libro" o, anche peggio, "ma sì, l'ho sentito in TV ieri!" (solito discorso: mai fidarsi di chi non cita le fonti)


Era in TV, con un nome altisonante e un
vestito importante, come puoi NON fidarti?

14) Paragoni Iperbolici. Es.: "hai finito di farmi sentire sotto interrogatorio?" Facilmente combinabile con la 2 e/o con la 1, al punto che la Legge di Godwin ne proibisce, scherzosamente, un determinato esempio.

15) Giù Per Il Pendìo. Invocare oscuri futuri se si concede all'avversario qualcosa oggi. Es.: "Di questo passo, dove andremo a finire?" Ammetto che "di pancia" l'ho usata anch'io un paio di volte, quand'ero a corto di tempo per argomentare.

Quarto gruppo: tecniche di demagogia

16) Appello alla Paura. Se t'incastrano, minaccia di trascinare tutti giù con te oppure avvisa tutti che potrebbe succedere anche a loro (e intanto, nega l'evidenza che sì, sei stato smentito, è sempre colpa "loro"). Es.: "oggi mi arrestano perché faccio i graffiti, domani verranno a prendere te!"

17) Appello alle Forze della Giustizia. Dichiarati oppresso, è tutto un complotto, vogliono metterti a tacere perché gli sei scomodo. Ovviamente, come nella tecnica 16, guardati bene dal dire chi e perché.

18) Saltare sul Carrozzone. Simile alla 13, ma l'Autorità in questione è tutto il mondo, o almeno il tuo contesto sociale. La mamma vi ha messo in guardia da questa tecnica quando avevate 10 anni o anche meno col classico "e se uno ti dice di buttarti in Po, tu ci vai?" Tanto per far capire che "non vorrai essere l'unico che non lo fa?" è una tecnica che fa leva in modo subdolo sul senso d'appartenenza.

19) Appello all'Ignoranza. Anche se la tua idea è campata in aria, non si può trovare facilmente una prova contraria per smentirti.


E adesso dimostrami che l'Unicorno Rosa Invisibile non esiste.
Dai, provaci!


20) Maratona. In mancanza di meglio, basta resistere più a lungo degli avversari, ripetendo le stesse cose. In conversazioni private o per iscritto, vincerai "per abbandono" (e verrai considerato, a ragione, un rompiballe incapace di dialogare), in pubblico... Beh, è il princìpio fondante della pubblicità: qualsiasi fesseria sembra ragionevole se detta con convinzione abbastanza volte.


Ovviamente le tecniche si possono combinare a piacere.
Tutto il perverso meccanismo di maghi, oroscopi, false medicine, ecc., ad esempio, sta in piedi grazie ad una combinazione di 5, 6, 7, 8, 11, 12, 13, naturalmente anche 17 (perché sono gli scienziati cattivi che ce l'hanno con loro, non loro che vendono patacche), 18 (ma dai, lo dicono tutti, dev'essere vero per forza!) e 19 (devi essere TU a dimostrare, e in pochi secondi, che sono puttanate. Se non ci riesci, dev'essere vero)!

L'articolo originale che elenca queste tecniche è qui:
http://veejane.livejournal.com/273317.html

"A cos'è che giochi, te?"


Metà di voi già sa che ho le mani in pasta nell'ambiente "ludico", in particolare nei giochi di narrazione, d'interpretazione e simili.

Ho un po' paura ad usare il termine "giochi di ruolo" perché purtroppo è un modo di dire che ha assunto molte connotazioni anche molto diverse tra di loro, e alcune decisamente nefaste e fuorvianti.

Per rispondere alla domanda "a cos'è che giochi?" con un esempio pratico, nasce questo piccolo vademecum di John Harper che ho tradotto (e che Michela ha illustrato, perciò scaricatevelo anche solo per l'illustrazione esclusiva ^_- ).

In una paginetta soltanto, insegna un metodo facile-facile per spiegare in 5 minuti come funziona un gioco del genere.



Il problema di dare una risposta semplice a questa domanda è che c'è una mostruosa varietà ed eterogeneità di giochi (e per fortuna! ^_- ), ognuno su princìpi diversi, anche opposti.

Ci sono giochi che assegnano ai giocatori compiti e diritti diversi, altri sono più simmetrici.
Ci sono giochi che si giocano al tavolo, raccontati, altri recitati in prima persona (e magari in costume) e altri ancora giocabili via chat, forum, sms, e-mail, ecc.
Ci sono giochi che promuovono il divertimento dato dalla sfida e altri in cui ci si diverte in collaborazione nella creazione di una storia e nel "viverla".
Ci sono giochi che usano quintali di dadi e schede del personaggio piene di dettagli espliciti e di opzioni tattiche, e altri molto più semplici e agili.
Ci sono giochi creati per fare partite molto brevi e autoconclusive, e altri per esperienze di gioco che si sviluppano in una serie di partite più o meno lunga, da poche ore a "fino a quando ci stufiamo".

Per esempio, Kazekami Kyoko (vedi qui, oppure scaricalo qui) è un mini-gioco fatto per essere giocato di persona o via Internet, per partite brevissime, con regole molto semplici.

Una scorsa al catalogo degli editori dei giochi più moderni e variegati disponibili ad oggi in Italia (e in Italiano) può dare un'idea ancora migliore:



Coyote Press (blog - sito)


Per capire quant'è vasta la varietà di giochi moderni, la manifestazione più frizzante che c'è, interamente dedicata a questi giochi, è



Ah, se abitate nel nord Italia, sta iniziando il periodo delle fiere, mandatemi una mail o un commento se volete provare, vi posso mandare "da uno bravo" (come suona male :P ).
Anche se siete giocatori "di vecchia data" potreste scoprire qualcosa di davvero rivoluzionario uscito negli ultimi mesi.

Per dare una definizione più tecnica (e noiosa, potete smettere di leggere qui per evitare il mal di testa... No? Ok, siete avvisati):

I "Role-playing games" (sperando che il nome inglese faccia scattare meno automatismi nefasti nei cervelli di voi lettori) sono tutti quei giochi in cui:
- viene creata una fiction condivisa tra i giocatori, in cui ci sono dei personaggi che vengono controllati, (da cui il "role", "ruolo");
- la fiction viene modificata (da cui "playing") tramite una serie di regole esplicite (che formano il gioco, "game");
- la fiction influenza le opzioni a disposizione dei giocatori.

Questa definizione è mia, non è universalmente accettata, ma funziona, fino a prova contraria.