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Tecniche di difesa mentale: Parte 5.


A proposito di come si fa presto, riassumendo una notizia, a farla diventare falsa.

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/berlusconi-hitler-e-io/2145679

Se per imbecillità o per malizia, fate voi.

Ancora una volta, la segnalazione l'ho trovata sul Disinformatico, qui:

http://attivissimo.blogspot.com/2011/03/le-cose-che-non-colsi-20110302.html

[LINK] Cervelli del fumetto in fuga: Di Gregorio.


Giusto per segnalare: intervista a Giovanni Di Gregorio su L'Unità.

Naturalmente, possiamo tener conto del fatto che è L'Unità, ma resta il fatto che uno che scrive per Dylan Dog (non esattamente l'ultimo scarto del fumetto italiano) preferisce comunque l'estero.

http://mumblemumble.blog.unita.it/quando-il-cervello-dietro-dylan-dog-e-in-fuga-1.269244

Tecniche di difesa mentale: esercizi per casa.

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Visto che c'è un po' di maretta nel mondo della politica e dell'informazione, vi propongo un esercizio che vi potrebbe far capire come le Tecniche Di Difesa Mentale che ho enunciato qualche tempo fa abbiano un'utilità pratica mica da poco.

L'esercizio consiste nel prendere le dichiarazioni di un qualsiasi giornalista e/o personaggio politico e provare a vedere quante volte usano le suddette tecniche per tentare di cavarsi d'impaccio anche (soprattutto) quando di giustificazioni non ce ne sono.

Comprate un quotidiano, uno qualsiasi, magari due "di fronti opposti", e buona caccia.

Per i Veri Duri™ tra di voi, c'è il livello avanzato, ovvero le stesse tecniche (più o meno) descritte in modo meno scherzoso ma sicuramente più puntuale e preciso rispetto al mio articolo, qui:

http://www.linux.it/~della/fallacies/index.html

Guerra mediatica.

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Quante boiate contiene questo servizio del TG5?
O meglio, c'è qualcosa di esatto?




Non avrà qualcosa a che fare con la paura che esista un'informazione non controllabile e non manipolabile?

Se lo chiede anche Federica Colonna su FareFuturo webmagazine, costola elettronica della fondazione (movimento politico?) Futuro & Libertà, in questo articolo che smonta pezzo per pezzo le fesserie messe in piedi da quel mezzo di propaganda che osano chiamare TG.

Google e il terremoto: c'è chi è furbo e chi no.


Giudicate voi.

Articolo de La Stampa:


...che contiene una perla tipo "con Google Street View si vedono camminare decine di persone per le strade della città abruzzese. Alcune di queste che ancora oggi si possono vedere sorridere forse nella realtà sono morte" (tecnica numero 2, ricordate?).


Oppure, articolo de Il Sole 24 Ore:




Qual è la notizia utile e quale quella dannosa?


P.S.: Noto solo ora che ho finito di confezionare il post che Il Disinformatico mi ha battuto sul tempo (e grazie, lui lo fa per lavoro... :P ). Vedi qui per un approfondimento: http://attivissimo.blogspot.com/2010/04/repubblica-la-stampa-orrore-danni.html

Tecniche di difesa mentale - parte 1


Oggi su Cracked.com, che un sito umoristico ma con spunti molto intelligenti, è apparso un articolo piuttosto interessante.

Se conoscete l'inglese americano ad un buon livello, ve lo consiglio (metto il link in fondo, sennò smettete di leggere me, maledetti :P ); s'intitola "6 modi sottili in cui le fonti d'informazione di massa fanno passare per fatti delle stronzate".

Insomma, come mentire senza mentire.
Ok, i media italiani MENTONO, e anche parecchio, da anni, ma restiamo nella Zona Grigia.


Vi elenco brevemente i metodi:

1- "Weasel Words", ovvero "alcuni dicono", "si dice", "gli esperti dicono che" e altre formulazioni generiche. Non a caso, su Wikipedia sono formulazioni proibite, nella redazione di un articolo (qui la versione in italiano).

2- "Implicare senza dire", che è il pane quotidiano per i TG italiani appena si parla di tecnologia. Se un figlio accoltella il padre dopo anni di litigi, abusi, violenze domestiche, droga ma aveva appena spento un videogioco, indovinate un po' quale titolo farà vendere più giornali?

3- "Seppellire i fatti nell'articolo", mai mettere cose vere nel titolo. Un esempio fresco-fresco? QUI.

4- "Foto col sottinteso". Metti una foto in cui il soggetto è venuto bene o male a seconda che tu voglia presentarlo in buona o cattiva luce, è facilissimo. Per ridere, la foto di Bush beccato in una frazione di secondo a sollevare un binocolo con i tappi sulle lenti e la didascalia "Quest'uomo sta per iniziare una guerra" ve la ricordate? No? Eccola.



Ovviamente, se è umorismo, ok, si ride e si riflette. Ma se viene spacciato per cronaca è disonestà.

5- "Attivo o passivo?" Con un po' di acrobazie grammaticali, si crea facilmente il sottinteso di un mistero irrisolto, di un raptus di follia (che magari ha cause concrete), o addirittura far sembrare l'aggressore vittima o viceversa.

6- "Titoli col sottinteso", che poi è un mix delle tecniche 2, 3 e 4. Inserire una risposta, ovviamente precotta e facile da capire al volo, nel titolo. Qualche tempo fa ci fu il caso di un incidente domestico. Una bimba cade in piscina e affoga. Disgrazia? Certo. Ma dato che la madre era un attimo al computer, la stampa ci mise 5 minuti per far passare la madre da videodipendente che aveva abbandonato la figlia solo con pochi titoli.


Vi chiedo solo di fare un brevissimo esercizio: la prossima volta che vi capita in mano un quotidiano o che seguite un telegiornale, provate a contare quante volte vengono usati gli stratagemmi di cui sopra.
Col giornale è più facile, il telegiornale ha dalla sua una regìa serrata ed incalzante, in modo da impedire che si possa fermarsi a ragionare sulle notizie e magari commentarle con chi è a tavola con te: è già arrivata la notizia dopo, il tempo per riflettere non c'è.
Anche alcuni portali con una sezione "notizie" si prestano molto al giochino.

Se poi volete farmi sapere che avete trovato, mi farebbe piacere.

L'articolo di Cracked.com è qui: PARTE UNO, PARTE DUE.

Un giornalista con una coscienza! Non ci credete?

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Ci sono persone che rispetto molto nel loro "essere" pubblico (quello privato non lo conosco, ovvio).

Una di queste è Augias, una persona molto diversa da me per età, background socio-culturale, e per molte altre cose.

Lo ammiro e lo rispetto per la ferma pacatezza, per la limpidezza cristallina che ha nell'esprimere le sue opinioni e per la sua trasparenza nel separare le sue opinioni dai fatti (esercizio sempre meno di moda in politica).



E che non si dica che parlo solo male dei giornalisti.
Ok, parlo QUASI solo male, ma quanti ne abbiamo, di uomini così? E di quanti ne avremmo bisogno?

Ringrazio Francesco Matteuzzi per aver segnalato il video nel suo blog.

No, non è un cavillo.

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Il TG1 dice che l'avvocato Mills è stato dichiarato "innocente".
BALLE.

Ecco gli stralci in questione:



Perché c'è da incazzarsi, ma incazzarsi forte?

Perché abbiamo un processo che vede nero su bianco l'avvocato Mills colpevole di aver ricevuto un paccone di soldi, una cifra talmente alta che neanche potete sperare di vedere in tutta la vostra vita, non serve scriverla.
Per essere corrotto.
Da Silvio Berlusconi.
Oggi è un capo di stato.

Il TG1, che ha come direttore tale Augusto Minzolini, che ha anche dei precedenti di notizie "appoggiate" in modo da non far sfigurare Berlusconi, secondo l'opposizione.

È una svista madornale confondere un non-punibile per prescrizione con "un innocente".
Se fosse una foto e non una notizia, sarebbe da Photoshop Disasters.
Resta da vedere se è dettata da ignoranza crassa o da malizia e "amicizie" servili.

Vi rimando al gruppo Facebook nato sull'onda di questa porcheria giuridica, se volete firmare (è necessario essere iscritti, perciò mi spiace, ma il mio nome non c'è).
http://www.facebook.com/group.php?v=info&ref=nf&gid=380461210040

Tanto per chiarire, date un'occhiata anche a questo filmato, dai 2:30 circa in poi.



E tanto per chiarire, la prescrizione è un meccanismo (necessario ed utile, in determinati modi e tempi!) che, e mi associo alla definizione di Wikipedia: "In diritto penale determina l'estinzione di un reato a seguito del trascorrere di un determinato periodo di tempo. La ratio della norma è che, a distanza di molto tempo dal fatto, viene meno sia l'interesse dello Stato a punire la relativa condotta, sia la necessità di un processo di reinserimento sociale del reo."

Se qualcuno non nota un "interesse dello Stato" nella questione, forse ha sbagliato Paese o ha già scambiato il cervello e la coscienza con una tessera elettorale.

Il Tempo scrive boiate e poi censura i commenti.

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[AGGIORNAMENTO del 22/2/2010: la testata online ha rimesso visibili i commenti, ma non c'è la possibilità di inserirne di nuovi. Il concetto non cambia: i giornali italiani mettono la testa sotto la sabbia quando tira vento, per poi far finta che non sia successo nulla... -_- ]

Il giornalismo italiano raggiunge sempre nuove vette di idiozia, sul nazionale e sul locale.

Il Tempo mette online un articolo talmente pieno di inesattezze, errori, allusioni a fatti mai esistiti (in una parola: BOIATE GALATTICHE) e che mai probabilmente esisteranno su un argomento che tutto sommato m'interessa di striscio: il gioco "dal vivo".

Ecco l'articolo
, ma non credete a mezza parola di ciò che scrive.
E no, non perderò mezz'ora a dire cos'è davvero un "gioco di ruolo dal vivo", cercate su Google un po'di associazioni e fatevelo spiegare da loro che giocano, non da me che manco ci gioco!

Beatrice Boero, campionessa di boiate in lungo del quartierino, ovviamente non può sperare di cavarsela così: ad associare un hobby a pratiche criminali si rischia che gli hobbysti mandino smentite... I commenti puntualmente arrivano. Pacati e basati su fatti. Peccato che vi dobbiate fidare di quel che dico io, visto che sono stati prontamente cancellati ed ora non se ne può più inserire di nuovi (al momento in cui scrivo).

Beatrice, mi spiace. Magari con quell'articolo ci paghi i libri di scuola dei tuoi figli e c'è chi, sopra di te, fa peggio di te (magari non dando notizie o camuffando notizie "scomode per qualcuno"), e pensi che in fondo non hai fatto male a nessuno (falso, il tuo articolo è al limite della diffamazione).

Ma in ogni caso sei una giornalista, devi riportare FATTI e commentare FATTI, e la correttezza dell'informazione dev'esserci a partire dalle cose più semplici. Forse che questi ragazzi non ti avrebbero invitata ad una partita, per provare? O è una vendetta personale perché uno di loro ti ha fatto un torto?

Morale della favola: cari giornali, se avete paura della Rete che vi può smentire quando v'inventate le cose... Non ci andate. Restate sulla carta, dove nessuno può negare le vostre notizie inventate. -_-