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(UPD) Disegnatori italiani ed animatori giapponesi.

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La questione "quanto vengono pagati gli autori di fumetto" è scottante, tra gli addetti ai lavori.
Io ci aggiungerei anche "come vengono trattati gli autori di fumetto".

Le risposte, mediamente con rare punte di eccellenza, sono rispettivamente, per l'Italia, "poco" e "come nullità rimpiazzabili" (anche quando non lo sono).

Com'è come non è, nella patria dei manga e dell'animazione (il Giappone per chi ha vissuto sotto un sasso fino ad oggi), hanno anche loro dei bei problemucci con il trattamento dei lavoratori dell'arte di consumo.

Secondo questo articolo il governo giapponese ha promosso degli incentivi per "allevare" degli apprendisti nell'animazione.

Perché? Perché ce ne sono sempre di meno.

Perché? Perché sono pagati poco, a cifra fissa (le case di produzione non riconoscono royalties agli autori e le case di produzione ricevono solo le briciole degli sponsor, che pagano invece i network TV).
Inoltre, le case di produzione sono controllate da delle elite stagnanti che non azzardano innovazioni. Non lo dico io, lo dice la Harvard Business School, come riassunto da questo articolo.


Esattamente, quanto poco sono pagati?
In un'inchiesta di un paio d'anni fa (del 2009), la media era di 1.100.000 ¥ per gli animatori tra i 20 ed i 30 anni, il doppio circa per quelli tra i 30 ed i 40.
A questo si deve aggiungere la mancanza di contratto scritto per il 47% di loro e la mancanza di molti benefit aziendali (tipo la tradizionale visita medica pagata dalla ditta, assente nel 38% dei casi).

Al cambio dell'epoca, non troppo diverso da quello odierno, circa 10.000 € l'anno.

Parametrando per il PIL pro capite rapportato al potere d'acquisto, è come se un disegnatore da noi venisse pagato 9.400 €/anno.

L'equivalente di 9.400 €/anno,
a persona, tra i 20 ed i 30 anni,
è abbastanza basso da far
estinguere una categoria di lavoratori.


Le condizioni, come si vede, non sono molto diverse tra qui e là, con la differenza che l'export d'animazione in Giappone è un'industria che ha una capacità di generare fatturati interessanti per un grande o medio investitore. Il fumetto italiano non lo è, ed i contratti scritti sono una bestia ancora più rara che in Giappone.

Ora, anche il fumettista italiano si avvia all'estinzione come l'animatore giapponese?
La situazione giapponese è una premonizione della situazione italiana?

È l'amore per il lavoro (che sconfina nella romantica idea dell'artista che lotta Contro Il Sistema... facendosi sfruttare ancora di più) o l'ignoranza delle condizioni di lavoro che ci si può aspettare che fa sì che le scuole di fumetto non siano già deserte?
O è speranza di emigrare verso pascoli più verdi all'estero?

A voi la parola, autori.



UPDATE: avevo erroneamente scritto "Parametrando per i salari medi rapportati al potere d'acquisto" anziché "Parametrando per il PIL pro capite rapportato al potere d'acquisto". Scusate l'errore, ma il ragionamento e le cifre non cambiano.

No, dico, seriamente?

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Alcuni di voi sanno che sono un fan del sito www.Cracked.com per la loro satira surreale.

Articoli sulle cose più incredibili al mondo: dagli esperimenti per coltivare una bistecca con l'ingegneria genetica, a curiosità su come è stato realizzato il suono delle spade laser in Star Wars, a concorsi di photoshop a tema, a raccolte di foto "impossibili" in cui photoshop non c'entra giù fino ad aneddoti storici che NON insegnano a scuola per pudore.

Oggi apro il sito e c'è un articolo che titola "The 5 Craziest Exploits of the World's Shadiest Politician".

Tradotto: "I raggiungimenti più folli del politico più losco del mondo".

Visti i precedenti del sito, uno si aspetterebbe un qualche generalissimo del Sudamerica, un dittatorie dell'estremo oriente, un signore della guerra africano... Oh, aspetta un sec... Oh, porc...



Ecco i link all'articolo.

Parte prima: http://www.cracked.com/article_19070_the-5-craziest-exploits-worlds-shadiest-politician.html

Parte seconda: http://www.cracked.com/article_19070_the-5-craziest-exploits-worlds-shadiest-politician_p2.html


Ora, il prossimo che mi chiede a che serve studiare le lingue avrà una risposta molto, molto brusca.

[LINK] Cervelli del fumetto in fuga: Di Gregorio.


Giusto per segnalare: intervista a Giovanni Di Gregorio su L'Unità.

Naturalmente, possiamo tener conto del fatto che è L'Unità, ma resta il fatto che uno che scrive per Dylan Dog (non esattamente l'ultimo scarto del fumetto italiano) preferisce comunque l'estero.

http://mumblemumble.blog.unita.it/quando-il-cervello-dietro-dylan-dog-e-in-fuga-1.269244

No more entries, please!


*** ENGLISH BELOW ***

[Questo post fa riferimento al precedente. E, in quanto tale, se non leggete l'inglese e non fate fumetto, non vi riguarda.

Anzi, se non sapete l'inglese, perché fate fumetto?

Spiego: Se sperate di poter fare fumetto sul mercato italiano nei prossimi 5-10 anni e non avete i mezzi base per rivolgervi all'estero, e la base è la lingua, beh, non avete chiara la situazione sul mercato locale. Ed è un eufemismo.

Preferisco passare per cattivo piuttosto che per ipocrita.]

After this brief introduction to my Italian readers, here's the real deal: don't send any more entries for Bluejaye.

We're looking at your stuff, some are good, some are so-so, some are VERY GOOD.
So, we'll announce soon who's the most fit for this project.

I said "fit" and not "the best" 'cause we need to evaluate a lot of factors. Art is part of it, maybe 50% of it, but there's also communication skills, being able to answer fast, and having a style that fits the project.

I want to be clear: Leonardo would be dropped.

Beautiful, but not what we're looking for.

Is that clear? Don't feel bad if we believe you're not fit for this.

WAR - fumettisti in guerra


In guerra contro chi?

Contro l'idea che vede il disegnatore di fumetto come un lavoratore "di serie B" e che, quindi, tende a trasformarli in questo: una categoria che, come dicevo in altre sedi ed in tempi meno battaglieri:
- non ha un trattamento economico proporzionato al lavoro svolto,
- non ha un sindacato (sì, c'è il SILF, ma mi permetto di dubitare della sua forza contrattuale OGGI),
- non ha organi d'informazione (il fumettista che conosce i suoi diritti e che sa destreggiarsi con la burocrazia minima necessaria è un'eccezione!)
- non ha coesione interna: centinaia di nuovi disegnatori all'anno che escono dalle scuole a fronte di sempre meno lettori fa sentire il disegnatore in concorrenza contro i suoi colleghi. Risultato: diffidenza e poca comunicazione che peggiorano i punti precedenti in un circolo vizioso.

Nei prossimi giorni metterò su questo blog l'analisi che feci mesi fa per la mailing list Yattaaa: a quanto pare le mie esperienze e riflessioni si ritrovano identiche anche in molti altri luoghi.

Il che non vuol dire che sono figo io (o forse sì? ^_- ), ma vuol dire che la mia esperienza è, purtroppo, "tipica", è la cosiddetta "aria che si respira".

Ora, la soluzione numero uno per il fumettista italiano è "punta all'estero"; giusto oggi mi hanno segnalato questo desolante ed amaro articolo di Repubblica, segnale non stiamo parlando dell'unica categoria che cerca salvezza, moralmente ed economicamente, all'estero:
http://www.repubblica.it/economia/2010/10/22/news/cara_italia_ti_scrivo_it_un_paese_visto_da_lontano-8319065/. Andate a leggerlo.

Fatto?

La soluzione numero due è "cambia lavoro e i fumetti li fai per divertimento". Io sono stato molto ben consigliato e il fumettista per lavoro non l'ho mai voluto fare sul serio.
Fino all'anno scorso dicevo "la mia fidanzata fa la fumettista per l'Italia" ed avevo il sorriso amaro in faccia.
Oggi dico "la mia futura moglie fa l'illustratrice per l'estero" ed ho un sorriso soddisfatto e sincero in volto.

Ma veniamo al Manifesto (che ho un pochino reimpaginato per migliore leggibilità, ma il testo è fedele a come lo trovo sul nuovo blog di Giuseppe Di Bernardo):

CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE PER LA DIFESA DEL LAVORO DEI DISEGNATORI DI FUMETTO

Manifesto: La Scuola Internazionale di Comics intende promuovere una campagna di sensibilizzazione per la difesa del lavoro di tutti i disegnatori del fumetto.

Poiché siamo quotidianamente a contatto con tanti professionisti, abbiamo raccolto le loro riflessioni e ci facciamo portavoce del loro malcontento.

Come loro, anche noi crediamo che sia necessario cambiare una pessima abitudine che negli anni si è consolidata: il fumetto è un’arte, ma in Italia soffre di una svalutazione culturale, nonostante le capacità dei disegnatori italiani.
Anche questo può aver contribuito a far nascere una falsa idea del lavoro dei disegnatori del fumetto, diffondendo la convinzione che la loro opera abbia minore dignità rispetto a quella di altri artisti.

Sempre più spesso i disegnatori si sentono traditi nel loro entusiasmo di condividere il loro lavoro con i fan.
Ecco la principale fonte di malcontento tra i disegnatori: alle fiere regalano infaticabilmente la loro professionalità e la loro arte per poi vederla svenduta su internet: spesso vediamo disegni “svenduti” anche per 5 euro, in questo modo anche il talento del disegnatore è svalutato.

Tutto il loro lavoro, la loro esperienza, la loro fatica vengono svenduti per niente.


Questa situazione marcia parallelamente a quella in cui un disegnatore si trova a dover rispondere a quesiti umilianti del tipo: “Tu chi sei? Che fumetti hai fatto? Ah! Allora mi fai un disegno?” per poi magari vedere il foglio accartocciato da qualche parte perché in fondo averlo non era poi così importante.

La Scuola Internazionale di Comics vuole sostenere e accompagnare i disegnatori in una rivoluzione di questo sistema che sminuisce la loro professionalità, per cercare di dare il giusto peso alla loro arte.

Per questo chiediamo a tutti quelli che condividono questo pensiero e che intendono attivamente spalleggiarci in questa battaglia educativa, di sottoscrivere questo documento per far sentire la loro voce e di rifiutarsi, nelle manifestazioni a venire, di prestare la loro opera gratuitamente.

Da ora in poi chi vorrà un disegno potrà averlo dietro compenso o dopo aver acquistato le pubblicazioni dei disegnatori.
La Scuola Internazionale di Comics da parte sua, si impegnerà a far circolare questo documento e inviarlo poi ai media, agli organizzatori delle fiere e alle case editrici, ai suoi studenti e a tutti quelli che seguono le attività della scuola perché chi lo condivide possa sottoscriverlo.

Per dare l’avvio a questa nuova tendenza, noi della Scuola Internazionale di Comics, in occasione di Lucca Comics chiederemo ai nostri insegnanti di esporre il loro tariffario quando disegneranno per i fan presso il nostro stand. E chiederemo loro di applicare senza timore le tariffe che hanno stabilito.

La campagna vede il contributo dell’avvocato Eleonora Trigari, che si esprime a favore del manifesto. Eleonora è un avvocato milanese esperta in diritto d’autore che presta la sua opera ad artisti su tutto il territorio nazionale.
Qui di seguito potete leggere il suo contributo:

"Molto correttamente la Scuola Internazionale di Comics utilizza l’espressione “svalutazione culturale”. In Italia all’arte sequenziale non viene infatti riconosciuto un adeguato valore artistico, come invece avviene in altri Paesi. Ciò nonostante lo studio, la passione e la dedizione che stanno dietro alle opere a fumetto.

Si consideri che in Italia il fumetto non gode nemmeno di una tutela legislativa specifica. Esiste una proposta di riforma volta ad introdurre una disciplina ad hoc per le opere a fumetto, ma si tratta di un progetto tuttora arenato (disegno di legge n. 3298 del Senato della Repubblica, XIV legislatura, “Protezione del diritto d’autore delle opere a fumetti“ - comunicato alla Presidenza l’11 febbraio 2005-).

Sarebbe invece di grande importanza una riforma, tra l’altro, per il valore in sé dell’espresso riconoscimento, anche a livello legislativo, del fumetto come forma d’arte.
Infatti, le conseguenze della svalutazione culturale dell’arte sequenziale sono molteplici. Innanzitutto, ciò incide, in negativo, sulle condizioni lavorative dei disegnatori.

Basti pensare agli innumerevoli contratti a progetto che malcelano rapporti di lavoro subordinato e che i disegnatori, soprattutto i giovani artisti, si trovano “costretti” a sottoscrivere pur di poter lavorare. Oppure al mancato riconoscimento della proprietà degli originali delle tavole da parte delle case editrici.
Gli stessi disegnatori sono direttamente vittime della svalutazione culturale dell’arte sequenziale, in quanto molto spesso non sono consapevoli dei diritti loro spettanti e non sono quindi in grado di tutelarli.

Ne è un esempio palpabile il fatto che molti pensano che una volta firmato il contratto di edizione tutti i diritti di autore si trasferiscano automaticamente alla casa editrice, mentre non è necessariamente così.
Occorre quindi che i disegnatori per primi rivendichino a gran voce la dignità artistica delle loro opere e il valore del loro lavoro e che si impegnino attivamente per la tutela dei loro diritti, dei quali anzitutto devono prendere coscienza.

Tutti coloro i quali hanno a cuore la cultura e l’arte dovrebbero appoggiarli, perché tutto ciò che non favorisce la diffusione dell’arte e della cultura è di per sé negativo dal punto di vista sociale."

- Avv. Eleonora Trigari


Ed ora... Dite la vostra, ma soprattutto pensateci su, che non fa mai male.

I deliri religiosi fanno male alla religione e a noi.

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Giuro che il prossimo aggiornamento sarà di robe più leggere (e di fumetto), ma oggi (per me, tu fa' quel che ti pare) è giorno di riflessioni sul confine tra superstizione e religione, che andrebbe tracciato con l'aratro, mentre qualcuno ci mette una porta girevole per i suoi comodi.

È di pochi giorni fa la notizia che tale Hojjat ol-eslam Kazem Sediqi ha detto pubblicamente che i terremoti in Iran sono la vendetta divina per via del fatto che le donne non si vestono in modo pudico e sono promiscue.

Giuro, ho riscritto 4 volte la frase qui sopra per farla suonare meno stupida possibile.

Costui ricopre la carica di... non so bene come si traduca, ma conduce le preghiere del venerdì a Teheran (che è una cosa importante), cioè: non è il primo scemo del villaggio che dice cose a caso.

La cura suggerita, guardacaso, è quella di rifugiarsi nelle tradizioni.

Ora, a noi occidentali viene subito da ridere, ci pensiamo "più avanti"...

Ma l'idea di Sediqi s'è già sentita negli U.S.A. nel 1998, da un tale Pat Robertson, televangelista con un lungo curriculum di affermazioni discutibili (qui e qui) su praticamente ogni argomento "sensibile".
Le più ridicole sono gli insulti alla Scozia in quanto paese "sopraffatto dagli omosessuali" (?), insulti all'Induismo in quanto politeista, affermazioni su Maometto che farebbero incavolare qualsiasi storico e fare vanto di riuscire a produrre 900Kg di spinta con le gambe all'apposito attrezzo, a 70 anni suonati (non che lo abbia mai fatto in pubblico).

Costui predisse disastri naturali contro Disneyland perché troppo indulgente nei confronti delle associazioni gay (e affiliate) che si danno appuntamento in determinati periodi dell'anno per visitare il parco.
Cito testualmente: "terremoti, tornado, forse perfino una meteora".
Ce lo vedete Dio che prende una meteora in mano e la lancia addosso a Disneyland perché ci sono troppi omosessuali (che Lui stesso avrebbe creato, a proposito)?

Pat, seriamente, ti pare che ai cancelli di Disneyland sia possibile mettere uno che smisti la gente per preferenze sessuali?
No. Primo, perché dovrebbe essere dotato di telepatia o di Gay-dar. Due, perché non è proprio una mossa commercialmente vincente. Tre, perché sarebbe illegale.

"Ah, ma questo era anni fa, noi occidentali siamo comunque più avanti..."
Ma Pat, qui, mette anche il terremoto di Haiti di quest'anno nelle mani di Dio, pari-pari, dicendo che gli Haitiani se lo meritano per via di un patto col Diavolo che fecero (?) ai tempi di Napoleone III.
Tecnica numero 7: "Post Hoc Ergo Propter Hoc", ricordate?

"Ah, ma Robertson non è mica un capo politico e religioso come Sediqi..."
Ha una trasmissione TV che viene trasmessa in vari Paesi ed è figlio di un senatore U.S.A., fate voi i conti.


In ogni caso, il riassunto di tutta la faccenda è:

1) andiamoci piano a fare i superiori,

2) a me, a catechismo, hanno insegnato cose un po' diverse.

Non mi interessa se credi o se non credi (ah, io sono agnostico, con amici credenti e atei, e disposto a parlarne con calma), mi basta che non scomodi Dio per i tuoi giochini di potere.

Mostri che litigano.

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Alien e Aliens me l'han fatta fare sotto dalla paura, a 13 anni, guardato di notte.
Il Predator, alla stessa età, mi incuteva soggezione (così come il Terminator).

Alien Vs Predator è una vaccata pazzesca, è grottesco, e non solo per Raoul Bova che traduce a braccio le lingue aliene e poi regola le manopole dei giorni, dei mesi e degli anni nel tempio alieno sulla Terra (e così sapete, cari bambini, che i Predator usavano, qualche migliaio di anni fa, il calendario Gregoriano E ANCHE il sistema decimale).

Bill Gates ha fondato un impero del male a suon di software scopiazzato, malfatto, studiato per togliere funzionalità all'utente e pure venduto tramite pratiche commerciali scorrette (vedi per esempio QUI, QUI, e ANCHE QUI e QUI e, perché no, QUI).
Da solo, ha tenuto a freno l'informatica mondiale per anni e continua a farlo: se in ufficio ho un merdoso sistema Windows che s'incanta un'ora ogni due giorni (calcolate i danni che crea all'anno a livello mondiale, su...) è colpa sua.

Silvio Berlusconi è arrivato al potere con metodi tutt'altro che trasparenti, tra appoggi dei socialisti e amicizie "sospette".
Da solo, sta tenendo l'Italia in una situazione di ridicolo internazionale, a suon di gaffe (e nessuno dubita che dica quello che pensa, anzi, prende voti per questo, per me!), leggi ad personam e magari anche per dare fastidio alla libertà di stampa (vedi le ultime sparate su YouTube et al. da equiparare ad emittenti TV. Ceeeerto, come no!).

Leggere Bill Gates che fa la cazziata a Silvio Berlusconi (vedi QUI o la traduzione in italiano QUI) mi fa un po'l'effetto dei mostri di cui sopra.
Da soli, mi terrorizzano.
A litigare, sembrano i pupazzoni di gomma.

Alien Vs Predator.
Freddy Vs Jason.
Godzilla Vs Biollante.

Ridiamoci su.

Comic Artist wanted - 8 pages, 30$ per page.


(Se non leggete l'inglese, siete già inadatti, sorry)


Looking for ONE artist to do an 8-page job.

Requirements:
  • Able to read and write English.
  • Has a quite realistic/U.S. superheroes style. No cartoons or manga styles for this project. Maybe next time. ^_-
  • Able to draw athletic men with good anathomy.
  • Able to draw nice and beautiful girls (not oversexualized dolls).
  • Able to read a script and compose a full page of sequential art.
  • Able to prepare the final page in hi-res format with clear linearts and closed areas, ready for easier coloring job.
  • Able to write good, clear e-mails and to answer at least in 2 days when urgent stuff comes up.
  • Able to show us via e-mail the work in progress at different stages: layouts, pencils, inks...
  • ...and able to withstand costructive criticism and make corrections when required at any stage.


BEWARE: if you don't have some comic pages done to show us, you'll be required to do one. But I think that, if you're able to do all of the above, you'll have some DOZENS to show! ^_-

NOT a requirement:
  • photorealism (we want art, not photos with your art over it)
  • coloring


Is that too much? I don't think so, I know there's A LOT of good people out there!. ^_-

The artist will have his/her work printed on the very first Bluejaye issue, and will recieve 30 US$ per page when the job's done: if PayPal is ok for you, then we don't care where you live. U.S.A. and European Union citizens will probably have no problems even without PayPal, we'll figure a way).

Characters are by Gabe Dill
Script will be by Mattia Bulgarelli (that's me!)

Gabe & Mattia will be the ONLY ones to tell who the chosen artist will be.

Check out these artist's pages, too!
This is going to be a project you'll be proud to show around.

Pages 1-8 will be by Antonio Garcia
Pages 17-24 will be by Emanuela Lupacchino
Colors by Francesca Zambon
Cover by Michela Da Sacco

If you want to apply, contact me at korinduval (AT) yahoo (DOT) com!

Bluejaye e Thumos: i team!


E finalmente posso annunciare le squadriglie (termine che fa molto aviazione e la cosa mi mette allegria) dei miei progetti in corso:

BLUEJAYE
Per questo supereroistico americano, il team di lavorazione è quasi al completo.
Siete pregati di aggiungere "OOOooolèèè" dopo ogni riga se leggete l'elenco sottostante ad alta voce.
Copertina e chara-design di Michela Da Sacco.
Disegni di Jean Sinclair (il suo DeviantART)...
...Antonio Garcia (il suo DeviantART)...
...ed Emanuela Lupacchino (il suo DeviantART e il suo Blog)!
Progetto, personaggi originali, e supervisione di Gabe Dill (qui il suo DeviantART con la stessa news in inglese).
Soggetto e sceneggiatura sono miei.

Al momento restano da decidere il/la colorista (fatevi sotto!) ed il/la letterista (che con tutta probabilità sarò io, ma chissà).


THUMOS
Come dicevo, sono in lavorazione due storie brevi "extra".
Una è disegnata da una vecchia conoscenza, Oscar Celestini, che ci farà vedere un nuovo personaggio e ci mostrerà un breve scorcio di ciò che è avvenuto prima del primo capitolo (un "prequel", per chi sa di cinema).
La seconda avrà i disegni di -udite, udite- Joachim Tilloca, con le nostre ragazze di ritorno da una giornata al mare (oceano, per essere precisi).
Entrambe sono "in continuity" e sono scritte da me con la supervisione di Michela, co-creatrice di Thumos e disegnatrice della serie principale (ma su, lo sapevate già).
Verranno pubblicate sui soliti canali (questo blog, quello di Michela, il portfolio di Thumos) non appena saranno pronte. ^_-

Per le domande ed i commenti, c'è l'apposito "coso" qui sotto.

Cosa ci insegnano i fumetti?

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Notizia di oggi: Berlusconi fischiato a Milano e poi colpito al volto, riporta Il Sole 24 Ore (quotidiano che si è guadagnato negli anni la buona reputazione di non inventarsi le notizie).

Nelle 24 ore che il premier passerà in osservazione (pare che non sia solo un livido, ma che gli abbia rotto il naso), mi permetto di consigliare una sana lettura: V for Vendetta.

Non perché io appoggi il messaggio di fondo di quest'opera a fumetti, ma solo perché contiene un po' di massime interessanti su cui chi ha del potere dovrebbe riflettere.

Tipo questa.



Trad.: I governi dovrebbero temere i loro popoli.

A tutti voi, invece, consiglio la lettura quotidiana di questo sito, tanto per capire un po'se è la stampa ad essere "tutta comunista", inclusi The Guardian, Le Figaro, Libération, El Paìs, The Economist, ecc. ecc.), o se qualche motivo per arrabbiarsi c'è:
http://italiadallestero.info/

Senza polemica nè PAULemica, stavolta.
Buonanotte.

Aggiornamenti di fine 2009


Iniziamo dalla brutta notizia (una sola) e poi ci leviamo il pensiero per passare a quelle belle.

- Per cominciare, Thumos non riprenderà entro l'anno come io e Michela (Da Sacco, ormai lo sapete) avevamo sperato.

Ed ora le belle notizie:

- Michela non ce la fa a far uscire così presto Thumos Ch. 2 perché è impegnata su prove molto importanti e molto belle, ma non vi anticipo nulla.

- Thumos si arricchirà di un paio di storie che completeranno la continuity principale, sempre scritte da me e disegnate da altri autori. Le vedrete... Beh, presto!

- Il team di lavoro per Bluejaye (il progetto di cui parlavo qui) è quasi completo, e ci sono anche un paio di nomi italiani, oltre a me. L'annuncio completo appena avrò un ok da Gabe. ^__^

Per oggi è tutto!

Le mail che uno sceneggiatore vuole ricevere.



Questa qui sopra è un'immagine puramente simbolica del mio prossimo lavoro "in pentola", una faccenda "di supereroi" a cui conto di dare un tocco molto personale.

Questa qui sotto è la reazione che ho avuto quando ho consegnato la seconda bozza di soggetto (neanche di sceneggiatura, di soggetto!) a Gabe Dill del Capital Comics Studios.

I LOVE IT!! Sounds awesome![...] I can't wait to see the first actual breakdown script...AWESOME work, Mattia...I think this is gonna ROCK!!

Che dire... quest'uomo dà soddisfazioni. ^__^;
È la prima volta che ricevo complimenti così vivi per un mio lavoro da qualcuno "fuori dai soliti amici".

Il DeviantART di Gabe (creatore originale dei personaggi) è QUI!
Il DeviantART del disegnatore designato, Jean Sinclair (dal Brasile! Tre persone, tre continenti!), è QUI!
Per lasciare i commenti e le domande... Qui sotto c'è un apposito pulsante.